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L'INTERVISTA

«Bisogna avere rispetto: sono deluso e arrabbiato»


Sport
11 ott 2018, 14:27

Ore intensissime per Andrea Diana. Martedì alle 21.46 ha assistito a Brescia alla nascita della sua secondogenita, Cecilia, ieri mattina alle 6 si è diretto all’aeroporto di Bergamo dove tre ore più tardi è decollato per Barcellona.

Da lì altre tre ore abbondanti d’auto per arrivare ad Andorra e raggiungere la squadra poco dopo pranzo. E in serata la partita. Che aveva sognato in ben altro modo.

Coach, due quarti e mezzo di buon livello e poi? «E poi abbiamo smesso di giocare di squadra. Dobbiamo metterci in testa che se facciamo così non possiamo competere. In Italia come in Europa. E questo non lo posso proprio accettare».

Quali sono i sentimenti che prevalgono in lei in questo momento? «Sono arrabbiato. Arrabbiato e deluso. Anche perché bisogna avere rispetto di chi si sobbarca una trasferta così pesante per venire fino a qui. Oggi (ieri, ndr) questo rispetto non c’è stato e a me non sta bene. E poi dobbiamo avere rispetto anche di noi stessi. Non possiamo smettere di giocare così come abbiamo fatto questa sera (ieri, ndr). Stavamo facendo bene, stavamo tenendo anche con la zona e poi all’improvviso siamo scomparsi».

Fino al 56-56 la partita sembrava giocabile e vincibile, poteva essere l’occasione per cogliere la prima vittoria e sarebbe stata anche di prestigio... «Quando l’occasione si presenta bisogna coglierla al volo. Avevamo fatto un passo in avanti, anzi secondo me erano tre i passi in avanti... Qualcuno aveva storto il naso per la sconfitta con Varese e questo non mi sta bene perché la squadra aveva fatto una buonissima partita. Stavolta no, non siamo stati una squadra che voleva risolvere i problemi insieme e per questa cosa sono molto deluso ed arrabbiato».

Ceron ci ha svelato che lei nello spogliatoio a fine gara ha parlato di atteggiamento sbagliato alla squadra... «Certo, perché non si può smettere di giocare. Poi puoi anche perdere contro Andorra perché è una buona squadra, ha un grande ritmo, sa giocare bene insieme, ma noi non possiamo mollare così. I miei complimenti vanno sicuramente agli avversari per la vittoria, ma il basket è uno sport di squadra e fin che siamo stati squadra non a caso siamo anche riusciti a rimanere dentro la partita».

La difesa a zona è sembrata funzionare, quantomeno sul tiro da 3 di Andorra... «Sì, ma se il piano partita prevede di difendere a zona non è che poi possiamo permetterci di concedere 17 canestri su 17 tentativi dei nostri avversari nel pitturato. Abbiamo perso tanti, troppi uno contro uno e questo è successo perché è calata la nostra concentrazione. E così facendo abbiamo finito anche per forzare troppi tiri in attacco».

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