Ancora al centro del dibattito e sotto i riflettori. Non c'è pace per il comune di Adro, da tempo protagonista di casi esemplari, dibattiti e clamorose discussioni. E' notizia fresca che il Tribunale di Brescia ha condannato la Lega Nord per il manifesto offensivo affisso nella propria sede contro la volontaria dello Spi Cgil Romana Ganodssi.
La sezione di Adro del Carroccio dovrà pagare a ciasun ricorrente (Romana Gandossi, Associazione studi giuridici stll'immigrazione e Fondazione Piccini) 2.500 euro per un totale di 2.500 euro. La sezione della Lega dovrà anche pagare ai ricorrenti 3.800 euro per le spese di lite.
Il manifesto incriminato era comparso sulla vetrata della sede del Carroccio di Adro dopo che la Gandossi era intervenuta per aiutare una famiglia marocchina sotto sfratto. La Lega Nord di Adro dovrà così risarcire non solo l’attivista, ma anche le associazioni ricorrenti. Sono «evidenti la portata diffamatoria del messaggio oggetto di censura, così come la sua
valenza razzista» si legge nell’ordinanza, che sarebbe destinata a fare giurisprudenza. È infatti «la prima volta - ha spiegato l’avvocato dell’Asgi (Associazione Studi giuridici sull’Immigrazione) Alessandro Zucca - che viene riconosciuto vittima di molestia un soggetto che non fa parte del gruppo discriminato, in questo caso cittadini stranieri».


