Dopo mesi di cortei e polemiche più o meno fondate,Green Hill è “libero”. L’allevamento di Montichiari che da parecchi mesi era al centro dell’attenzione pubblica per l’accusa di maltrattamenti ai cuccioli di Beagle, destinati ad attività sperimentali, è stato dichiarato in regola e la Procura di Brescia ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta a carico della rappresentante legale di Green Hill. In questi mesi l’allevamento è stato sottoposto a controlli sanitari, perquisizioni ed accertamenti burocratici che hanno visto impegnati veterinari dell’istituto zooprofilattico, uomini dell’ASL, della Polizia locale e della Digos.
Un grande spreco di tempo e di forze per arrivare alla conclusione che tutto era in regola: gli animali godevano di buona salute, curata l’alimentazione e l’ igiene, adeguato lo spazio vivibile. Detto ciò alcune domande sorgono spontanee: perché spendere soldi, tempo e parole per denunciare maltrattamenti inesistenti a cuccioli che vivono i loro giorni in salute, ben nutriti in spazi adeguati e salubri, quando vi sono giovani che non riescono a costruire il proprio futuro o carceri superaffollate come quella di Canton Mombello? Perché chiedere giustizia con così tanta ostinazione per queste centinaia di cani, mentre la stessa viene costantemente disattesa o negata a tanti bambini, a tante donne ,a tanti esseri umani?
In questo difficile momento storico vi sono sicuramente altre priorità a cui rivolgere energia ed attenzioni, anche se è certamente innegabile che la sperimentazione sugli animali non è difendibile né accettabile. La stessa direttiva europea 86/609 impone di sostituire o ridurre il più possibile il numero degli animali utilizzati e demanda ai singoli stati il compito di sviluppare nuovi metodi. Per far questo però bisognerebbe potenziare la ricerca, avere il coraggio di affrontare cambiamenti, migliorando l’organizzazione e la normativa vigente e le soluzioni alternative come ad esempio quella di favorire la nascita di BANCHE DI TESSUTI UMANI.
Quasi il 40% degli animali, infatti, viene ucciso allo scopo di allestire colture cellulari; se invece venissero utilizzati tessuti umani provenienti da biopsie, interventi chirurgici o cadaveri, favorendo la cultura della donazione, si risparmierebbe la vita a 400.000 animali ogni anno. La possibilità di migliorare esiste, oggi più che mai, ma la volontà e soprattutto la consapevolezza da parte di chi potrebbe agire esistono?
Elisa Copeta
4° C liceo CALINI
Tratto dal GdB del 31.03.12 “Green Hill, “Allevamento in regola” la Procura chiede l’archiviazione” (pag.29)


