Come ogni anno, anche in questa sessione primaverile, l’innalzamento dei valori delle polveri nell’atmosfera ha portato i comuni della provincia bresciana, compresi nell’area critica, a prendere provvedimenti ricorrendo in primo luogo alla circolazione degli autoveicoli a targhe alterne. Dopo quindici giorni finalmente il provvedimento ha avuto l’esito sperato, visto che i dati relativi alla presenza di CO2 nell’atmosfera hanno dato esiti positivi, indicando la tendenza al miglioramento della qualità dell’aria.
Ciò non significa però che l’inquinamento atmosferico sia un problema risolto: infatti si è discusso a lungo sull’utilità e sull’efficacia di queste misure precauzionali per l’ambiente, che hanno creato scetticismo nel progetto. In particolare l’ipotetica inutilità del decreto consiste nel fatto che ogni cittadino ormai possiede più di un’ automobile, e in molti casi con targhe di entrambi i tipi, il che permette di raggirare il divieto. Inoltre vengono concesse troppe deroghe e i controlli stradali non sono mai troppo efficienti, e tutto ciò non fa altro che contenere un po’ l’emergenza e la nocività della situazione per la salute dei cittadini, invece di risolverla.
La soluzione più adeguata sarebbe sostituire i mezzi più antiquati, ad alto tasso di inquinamento, con veicoli elettrici o quanto meno provvisti di motori tecnologicamente più avanzati e quindi meno inquinanti. Il potenziamento dei trasporti pubblici dovrebbe essere poi una priorità per i nostri amministratori, poiché favorirebbe la riduzione della circolazione dei veicoli privati, innescando effetti a catena: strade più sgombre e meno pericolose potrebbero infatti invogliare un maggior numero di persone a riscoprire i vantaggi dello spostarsi in bicicletta, sia per il bene dell’ambiente, sia per il proprio benessere personale.
Grandi Stefano
4°C CALINI
Tratto da GdB, Giovedì 8 Marzo 2012: “Vento fresco, stop alle targhe alterne” (pag. iniziale e pag. 10)


