Prevenire parlando agli interlocutori più giovani: è il progetto di “No smoking, be happy”
Un progetto davvero originale ed ambizioso quello organizzato dalla Fondazione Veronesi con il supporto di Ubi Banca e della Provincia di Brescia: demotivare il consumo delle sigarette. E’ rivolto a giovani studenti, dai 9 ai 16 anni che, fino al 30 Marzo, sono invitati a partecipare a laboratori interattivi, specifici per l’età, nelle sede Ubi Banca di Brescia. Grazie ad un approccio adeguato e giocoso, i ragazzi vedono i danni provocati dal fumo sui polmoni e ne valutano tutti gli aspetti: tossicità, costo, dipendenza. per capire e far capire che per vivere bene il fumo non serve, anzi!
E’ giusto affrontare questo argomento già dall’età infantile, proprio perché l’abitudine al fumo si presenta in età sempre più precoce ed essere informati in modo completo, da tutti i punti di vista, può costituire un utile deterrente. Tutte le campagne fatte finora non hanno dato i risultati sperati, infatti nonostante tutti sappiano che il fumo fa male e nonostante l’OMS abbia dichiarato che “la sigaretta è uno strumento di morte”, sempre più giovani vengono sedotti dal fascino del fumo che viene percepito come il marchio di ingresso nell’età adulta. Per la prima volta in Italia si è quasi raggiunta la parità tra uomo e donna nel consumo delle sigarette e le donne sembrano essere addirittura più restie a smettere. Sicuramente anche gli interessi economici in gioco sono tanti e non è sempre facile ostacolare potenti multinazionali. Ma noi su questa questione da che parte intendiamo schierarci? Prima lo scopriremo, meglio sarà.
Elisa Copeta
4° C liceo CALINI
TRATTO dal GdB di sabato 24 marzo 12 “No smoking, be happy: provare per credere” (pag.19)


