Dopo la strage di San Polo un nuovo delitto in Sardegna.Perché tutta questa violenza?
In Sardegna si è consumata una doppia tragedia. Sono stati trovati un bimbo morto di 2 anni e mezzo e sua madre con ferite alla testa. Nonostante lo stato di shock ,dopo le cure mediche, la donna ha confermato di essere stata colpita dal compagno in seguito ad una violenta lite. L’uomo, vinto probabilmente dal senso di colpa, si è poi tolto la vita. A seguito di indagini è stato chiarito che il movente del delitto sia stata la gelosia. Sembrerebbe che l’uomo fosse ossessionato dall’idea di perdere la fidanzata, decisa a lasciarlo. L’episodio accade a pochi giorni di distanza dall’analogo caso registrato nella nostra provincia. Qui un uomo ha ucciso la ex moglie e altre tre persone. L’omicida ha poi tentato il suicidio, fallendo. Il movente della strage è, secondo gli inquirenti, sempre la gelosia, l’uomo non sopportava che la ex moglie frequentasse altre persone.
Questi sono solo due casi avvenuti ultimamente, ma quanti di questi furiosi omicidi dovremo ancora leggere? Questi crimini sono particolari, perché tutti originati da un movente comune, che è l’amore, seppure si tratti di una forma malata. L’ acuta drammaticità degli episodi risiede proprio nel fatto che l’assassino, oltre al normale rimorso per aver ucciso, aggiunge anche lo strazio di aver perso la persona amata; ecco perché spesso la tragedia si conclude con il suicidio dell’assassino. I delitti passionali fra le tipologie di omicidi rappresentano statisticamente la maggioranza. È possibile prevenirli? Ci si può difendere?
Le vittime sono prevalentemente donne: più deboli e quindi più soggette a subire angherie.
Così ancora una volta ci rivolgiamo a loro, invitandole a non sottovalutare gli episodi di violenza subiti, a non rimanere nell’ombra per paura, ma a denunciare sempre e, quando è possibile a farsi aiutare. Negli ultimi anni, infatti, parallelamente al diffondersi della consapevolezza dell’esistenza di tale piaga sociale, sono prolificate iniziative e associazioni volte alla tutela delle donne vittime di violenza. Una di queste associazioni, nata dalla collaborazione tra Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker è “Doppia Difesa” che si prefigge di aiutare le vittime, facendole sentire più spalleggiate e comprese.
Spesso non si denuncia perché ci si sente sole, va invece sottolineato che la violenza verso le donne è un problema diffuso e soprattutto da non sottovalutare. Altro motivo che allontana dalla denuncia è la poca fiducia nelle istituzioni, perché le leggi che tutelano dalle violenze non sono sempre chiare. Bisogna però fare affidamento sulla polizia ed evitare che rassegnazione e insicurezza permettano agli aguzzini di farla franca.
Azzurra Pedretti
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Articolo di riferimento: GdB venerdì 16 marzo 2012 “Litiga con la compagna, il figlioletto muore, lui s’impicca”(pag. 6)


