Scienza

Le città si possono abitare sotto terra

Investire in progetti di città sotterranee: questa la tendenza per il futuro e l'ultima frontiera dell'edilizia ecosostenibile. Non si tratta però di una novità. Esistono già da molto tempo infatti città sotterranee in Canada, Cappadocia, Finlandia, Australia e Cina. Ciò che spinge gli uomini ad abitare sottoterra sono le temperature esterne, o troppo rigide o troppo elevate, che rendono difficile vivere in superficie. Il principale vantaggio delle costruzioni sotterranee infatti è la stabilità della temperatura, dovuta al maggior isolamento.

Gli esempi più antichi si trovano in Cappadocia, regione che vanta ben 36 città sotterranee. La più vasta è Kaymakl, che si presume essere stata scavata nella roccia già nei secoli VI e X, sia per proteggersi dal clima caldo e torrido sia per difendersi dagli invasori, e che poteva ospitare fino a 3500 persone.
La sopravvivenza era garantita da profondi camini d'areazione, che raggiungevano tutti gli otto piani. Il più profondo villaggio sotterraneo è invece Derinkuyu, che arriva alla profondità di 85 metri e ha 15mila condotti di areazione. Oltre alla presenza di stalle, stanze, magazzini, refettori, cantine per il vino e chiese, al secondo piano c'era una scuola missionaria. Entrambi i siti di queste città nascoste sono stati parzialmente aperti al pubblico dal 1964.

Esempi più recenti e tutt'ora abitati stabilmente sono invece Coober Pedy nel sud Australia e Rèso in Canada. Nel primo caso la popolazione, già abituata a stare sottoterra per lavorare nelle miniere di opale, ha trasferito nel sottosuolo chiesa, musei, negozi e gallerie d'arte, soprattutto per sfuggire a un clima molto afoso.
In una situazione climatica opposta nasce invece Rèso, città gemella di Montreal, che con i suoi 32 chilometri di tunnel sotterranei per una superficie di 12 chilometri quadrati, è una delle più grandi città sotterranee, dotata di appartamenti, condomini, banche, uffici, musei, università, circa 2600 negozi, diversi centri commerciali, 800 ristoranti e 8 hotel. La viabilità interna è garantita da 7 stazioni metropolitane che comunicano con le altre linee di Montreal.

Anche in Finlandia si vive sporadicamente sottoterra: sotto Helsinking non esiste una vera e propria città sotterranea, ma si trovano una piscina di 50 metri, un campo da hockey, una chiesa, un centro commerciale e dei negozi in prossimità delle stazioni della metro.

A Pechino l'esempio deriva dalla minaccia degli anni '60 quando, per timore di un attacco nucleare sovietico, si pensò di ricavare nel sottosuolo scuole, cliniche, sale di lettura, negozi, hotel e anche una pista di pattinaggio, in vista di lunghi soggiorni.
Anche oggi diversi progetti prevedono espansioni sotterranee dei centri urbani. Ad Amsterdam è stato proposto Amfora (alternative MultiFunctional Underground Space Amsterdam) come soluzione al problema dell'aumento della popolazione e del traffico: 50 km di tunnel sotto i canali nel centro della città, con l'architettura di un edificio di sei piani profondo 500 metri con parcheggi, aree sportive, cinema, supermercati. Se il piano venisse approvato, i lavori dovrebbero cominciare nel 2018 per la durata di una decina di anni.

Anche a Città del Mexico costruire sottoterra permetterebbe di avere più spazi abitativi e commerciali, superando la legge che vieta edifici alti più di 8 piani. Il progetto Earth Scraper consisterebbe in 65 livelli sotterranei posti a piramide rovesciata. La base sarebbe una spessa lastra di vetro con la funzione di filtrare la luce naturale dall'esterno.

Caratteristiche comuni di questi nuovi progetti sono la salvaguardia del territorio superficiale, la luminosità degli ambienti sotterranei e la creazione di nuovi poli culturali collegati a quelli già esistenti.

Elena Fracassi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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