Scienza

Biodiversità: è pieno il taccuino dei «cacciatori» di nuove specie

I naturalisti continuano a scoprire varietà diverse di mammiferi, insetti, anfibi e rettili.

Le nuove conoscenze relative all'evoluzione e alle trasformazioni che accadono nel mondo naturale regalano agli studiosi e agli appassionati numerose sorprese, di carattere positivo ma anche negativo.
Nel contesto dell'Anno internazionale della biodiversità del 2010, dedicato a un tema di grande rilevanza che presenta risvolti in ambiti vari e inaspettati quali ad esempio quelli economico, medico e sociale, uno degli argomenti che catturano maggiormente l'attenzione riguarda la scoperta di nuove specie animali e vegetali.
Sorprese australiane
Il 2009 si era concluso con risultati scientifici di grande valore e con la classificazione di numerose specie nuove identificate nelle più diverse aree del mondo. Il quantitativo maggiore di tali scoperte è avvenuto in Australia, la seconda isola del mondo per estensione dopo la Groenlandia, un territorio che presenta ancora vaste zone selvagge e conosciute solo in minima parte. Qui il lavoro di una ventina di ricercatori, avviato nel 2005, ha portato alla classificazione di oltre ottocento nuove specie di insetti, ragni, vermi e piccoli crostacei, reperiti in buona parte in ecosistemi acquatici e all'interno di caldi ambienti sotterranei. Al largo di un'altra isola, quella della Tasmania, scienziati americani e australiani hanno invece scoperto nelle profondità marine, grazie all'utilizzo di un sottomarino telecomandato dell'agenzia federale americana National Science Foundation, oltre duecento specie di anemoni di mare, spugne e piccoli invertebrati.
Il piccolo cervo
Di tutt'altre caratteristiche ambientali e climatiche sono invece le remote aree himalayane dove sono state scoperte, tra le oltre trecento nuove specie classificate, anche quello che viene considerato il più piccolo cervo del mondo (Muntiacus putaoensis), un geco che vive all'interno di una miniera nella Hukawang Valley, e una curiosa rana «volante» (Rhacophorus suffry) che si libra nell'aria sfruttando i suoi lunghi piedi rossi palmati. Particolare interesse hanno riscosso le ricerche condotte in Madagascar da un gruppo di erpetologi (studiosi di anfibi e rettili) europei, comprensivo anche di alcuni italiani, relativo alla fauna anfibia.
Il team di ricercatori ha affermato che su quest'isola, che appartiene al gruppo delle aree naturalistiche di maggiore interesse del mondo, di questa classe di animali si contano già circa 250 specie conosciute, ma ce ne sono oltre cento ancora da classificare. Nonostante queste scoperte il Paese con il maggior numero di anfibi rimane comunque sempre la Colombia, all'interno del quale le specie conosciute sono oltre 750. Proprio agli anfibi e in particolare al rospo ha dedicato ampio spazio il numero di febbraio di quest'anno della prestigiosa rivista Science. Un documentato articolo sull'origine e sulla diffusione di questo animale evidenzia sorprendenti capacità di adattamento e caratteri da pioniere, tra i quali l'indipendenza, nello stadio adulto, da condizioni di presenza di elevata umidità o dalla vicinanza a corsi d'acqua.
Anfibi e rettili
Coautore dell'articolo è Michele Menegon, ricercatore presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento: a lui si devono alcune delle scoperte più interessanti di nuove specie di questi ultimi anni, avvenute in Tanzania sui monti Nguru. In questa remota regione montana, che si estende fin oltre i duemila metri di quota, la foresta pluviale ha svelato all'erpetologo trentino, in alcuni anni di appassionate e disagevoli ricerche, ben 17 nuove specie di anfibi e di rettili. Particolarmente curiosa quella del rospo appartenente al genere Nectophrynoides, che presenta il corpo interamente coperto da grosse ghiandole. La bruttezza del suo aspetto complessivo che ne deriva è forse funzionale a spaventare eventuali predatori, che associano alla presenza delle ghiandole uno stato di cattiva salute dell'animale: si più quindi affermare che a volte la brutta pelle… salva la pelle.
L'International Institute for Species Exploration della Arizona State University ha recentemente diffuso una curiosa classifica, votata da una commissione internazionale di biologi e naturalisti, che indica quali sono le specie più originali tra tutte quelle scoperte nel corso del 2009.
Pesci e piante carnivore
Al vertice della speciale classifica è stato posizionato un piccolo pesce d'acqua dolce identificato nelle acque di un torrente dello Stato nel Sudest asiatico del Myanmar (ex Birmania), la Danionella dracula, fornito di denti appuntiti per combattere con i rivali in amore.
Frequenta invece ecosistemi terrestri il ragno Nephila komaci, detto anche «ragno dall'occhio dorato». Da oltre un secolo non venivano riconosciute nuove specie nell'ambito della famiglia delle Nephilidae. Nella speciale classifica sono incluse anche specie vegetali, tra le quali la Nephentes attenboroughii, pianta carnivora che cattura insetti di quasi 16 centimetri di diametro.
Ruggero Bontempi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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