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FAVORIRE LA RIPRESA

L’innovazione che conviene: l'incontro sugli incentivi fiscali


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13 gen 2021, 14:58
L’innovazione è alla base del successo

L’innovazione è alla base del successo

La nuova Legge di Bilancio riscrive completamente il piano degli incentivi fiscali, mettendo sul piatto oltre 24 miliardi di euro (su un totale di 38 miliardi) per la ripresa economica e il sostegno alle imprese italiane. Una spinta alla trasformazione digitale e alla svolta sostenibile quanto mai fondamentale in un contesto complicato quale quello attuale.

Il Giornale di Brescia, nell’ambito del progetto Team e in collaborazione con Ibs Consulting, organizza per il 21 gennaio alle 16.30 un webinar sulla Legge di Bilancio. In diretta streaming sul nostro sito (ci si può registrare gratuitamente cliccando qui per ricevere il materiale) con il ceo di Ibs Consulting Alberto Bertolotti, il presidente della commissione Uni Ct 519 Marco Belardi, e Saverio Gaboardi, Francesco Checchi e Sauro Vicini, rispettivamente presidenti dei cluster lombardi della Mobilità, Cat.Al (Agrifood) e cluster operating officer di Smart cities and communities. 

«Per tutto il 2021 il Piano prevede una nuova durata delle misure, un potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo dei tempi di fruizione delle agevolazioni - afferma Alberto Bertolotti di Ibs Consulting -, creando un’interessante opportunità per le aziende che, nonostante le difficoltà del periodo, vogliono investire in processi di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale».

Alberto Bertolotti di Ibs Consulting

I nuovi crediti d’imposta inseriti nella Legge di Bilancio saranno in vigore sino al 2022, con decorrenza delle misure anticipata al 16 novembre 2020. Inoltre è stata confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, di beneficiare del credito d’imposta con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (entro giugno 2023). Per gli investimenti in beni strumentali e in beni immateriali (no 4.0), effettuati nel 2021 da Pmi il credito d’imposta è fruibile in un anno, con la possibilità di compensare immediatamente il credito relativo agli investimenti.

Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, invece, la fruizione dei crediti è ridotta in 3 anziché in 5 anni. Ma forse l’aspetto più importante in termini strettamente economico è il potenziamento delle aliquote dei bonus investimenti. Per i beni strumentali materiali il credito d’imposta è del 50% (40% dal 2022) per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 30% (20% dal 2022) da 2,5 milioni e fino a 10 milioni, 10% sopra i 10 milioni e fino ad un massimo di 20 milioni (invariata).

Per i beni immateriali 4.0 l’aliquota agevolativa è invece pari al 20% del limite massimo ammissibile (un milione).Sul fronte dei beni strumentali ordinari il credito d’imposta è pari al 10%, elevato al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali sia immateriali, destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile. Dal 2022 il credito di imposta scenderà in entrambi i casi al 6%. Ricerca. Tra le conferme nella Legge di Bilancio c’è anche la proroga fino al 31 dicembre 2022 del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione e design, con aliquote agevolative dal 10% al 20% (ammesse anche le quote di ammortamento dei software).

Rinnovati anche il credito d’imposta formazione 4.0, che viene prorogato fino al 31 dicembre 2022 ed esteso alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori, e la Nuova Sabatini: con una dote di 370 milioni di euro per 202i, il contributo sarà erogato in un’unica soluzione a favore di tutte le Pmi anche per investimenti superiori a 200 mila euro. Ugualmente confermato a tutto il 2022 il regime speciale del bonus pubblicità: per il 2021 e 2022 il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online. Previsto infine, sino al 2023, un credito d'imposta del 40% per il sostegno del Made in Italy nelle reti di imprese agricole e agroalimentari, per la realizzazione di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico.

 

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