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FINTECH

Moneta elettronica, Valsabbina in partnership con Satispay


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Impresa 4.0
14 apr 2018, 06:00
Satispay è gratis per i clienti privati - © www.giornaledibrescia.it

Satispay è gratis per i clienti privati - © www.giornaledibrescia.it

È una rivoluzione e, come tale, entra con forza in ogni aspetto della vita umana. Pensare l'avvento pervasivo del digitale unicamente limitato al mondo dell'industria non restituisce l'immagine corretta della trasformazione 4.0. Tutto, o quasi, è destinato a diventare veloce e e virtuale, a cominciare dalla moneta e più in generale della finanza. Si è coniato (termine quanto mai appropriato) un nuovo termine: fintech, crasi che fa sintesi, per l’appunto, di finanza e tecnologia.

I pagamenti digitali sono ormai una realtà e, con un tasso di crescita preventivato del +15% annuo, sono destinati a sostituire progressivamente l'utilizzo di contanti. Nei piccoli pagamenti, e limitatamente all'Italia, questo cambiamento è trainato da Satispay. Fondata a Cuneo nel 2013 e attiva dal 2015, la start up ideata da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta si è affermata come vero e proprio punto di riferimento del settore.

«La nostra app è stata scaricata da 260 mila privati, con più di 31 mila negozi che si sono convenzionati per accettare pagamenti virtuali - racconta il trentaduenne Dalmasso, Ceo di Satispay (65 dipendenti nella sede di Milano) -. Cresciamo ad un ritmo vertiginoso, 130 esercizi e 800 persone al giorno, ma gli spazi di inserimento sono ben più ampi di quello che si crede». Nel nostro Paese infatti, dove è possibile pagare con Satispay «in attesa di un futuro sbarco all'estero, grazie anche all'utilizzo del canale Sepa», annuncia Dalmasso, circa l'80% dei pagamenti avviene ancora tramite contanti o monete.

«Gli attori istituzionali si stanno però rendendo conto che le cose stanno mutando rapidamente - conferma il Ceo -. Per 20 cents... «Il nostro sistema è quasi completamente gratuito, i costi per l'utente finale sono nulli mentre i commercianti pagano solo 20 centesimi per le operazioni sopra i 10 euro, sicuro, veloce, facile da usare ed elimina completamente il rischio di evasione fiscale, dato che ogni transazione viene tracciata». Ecco spiegato il grande successo in termini di finanziamenti (Satispay ha raccolto 27 milioni) e di partnership.

L'accordo sottoscritto quest'anno con Banca Valsabbina è infatti l'ultimo di una serie che comprende altri istituti di credito (Iccrea, Banca Alpi Marittime, Banca Etica, Banca Sella, Egea). «Anche il contesto normativo europeo sta spingendo in questa direzione - sottolinea Dalmasso -, visto che favorisce il riconoscimento di realtà quali la nostra come intermediari economici».

In attesa del salto fuori dai confini nazionali, «in quest'ottica abbiamo aperto una sede a Londra», l'Italia rappresenta ancora l'unico bacino di riferimento per Satispay. «Le transazioni virtuali si stanno imponendo anche qui sebbene ci sia da superare una diffidenza culturale - evidenzia il cofondatore della start up -. Nonostante ciò sempre più persone utilizzano l'home banking, acquistano con l'e-commerce e sfruttano le potenzialità della sharing economy. Il terreno è fertile per un avvento più massiccio del digitale».

Vi è poi tutta la partita riguardante le pubbliche amministrazioni, dove i temi della trasparenza e del risparmio sono all'ordine del giorno. «Al sistema di pagamento virtuale pagoPa fanno ricorso già 10 mila enti, destinati a diventare 80 mila entro la fine del 2018 - sottolinea Dalmasso -. Il nostro obiettivo è inserirci anche in questo segmento».

Più che soddisfatta dell’intesa con Satispay è Banca Valsabbina. Ad oggi, gli esercizi convenzionati sono oltre 500 e oramai quasi 6 mila le persone col borsellino elettronico di tasca di Satispay che possono usare come carta di credito ad erogazione limitata o esattamente come un borsellino per pagare un caffè, il giornale, la pizza eccetera. «È facile e sicura - dice Paolo Gesa, responsabile Business Unit della banca - e questo spiega la rapida diffusione. Per chi poi volesse attivarla mediante la nostra banca, il borsellino avrà un "argent de poche" di 5 euro quale benvenuto».

 

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