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Un salto nella suggestione delle Fiandre

Se ne parla spesso come uno dei tesori del Medioevo più significativi e meglio conservati d'Europa. Ed effettivamente, quando ci si arriva, Brugge (o Le Bruges, in francese), si presenta innegabilmente come una delle più belle città delle Fiandre occidentali e del Belgio intero. Piccolo e prezioso, ordinato e familiare, remoto e moderno nell'alternanza di colori delle tipiche casette ben conciliate con il gusto del design contemporaneo, il borgo antico, incoronato anche "Venezia del Nord" per via dei canali che la attraversano dai richiami “canalettiani” e lagunari, ha un fascino unico nel suo genere.

Un volto architettonico quasi fiabesco, figlio di una forte connotazione culturale, quella fiamminga, dal raffinatissimo gusto estetico, che, scoperto nella sua armonia, magari nella morbidezza della domenica mattina, fa quasi perdere la cognizione del tempo nelle trame dei vicoletti lastricati di pavé. Il centro ruota attorno alla vita della piazza del mercato, luogo sociale e non solo di passaggio, dominato dalle statue di Pieter De Coninck e Jan Breydel, capi dei cosiddetti Mattutini, ossia i membri delle corporazioni medievali di Brugge insorti nel 1302 contro i feudatari francesi.

Qui, la prima domenica d'aprile prende il via il Giro delle Fiandre, una delle cinque "classiche monumento" snocciolata su 259 chilometri fino al traguardo di Oudenaarde. La manifestazione sportiva richiama ogni anno più di 500mila turisti, tra appassionati di ciclismo, 16mila amatori che il giorno prima della gara corrono lo stesso percorso in una gran fondo non competitiva, ma anche tanti curiosi pronti a godersi al festa nazionale che esplode intorno alla Ronde van Vlaanderen. L'occasione è una delle migliori per farsi conquistare dallo spirito d'accoglienza dei fiamminghi, probabilmente eredità dell'epoca di pieno splendore della città, nel XIII secolo importante crocevia di scambi commerciali dell'Europa Settentrionale.

Tracce di questo passato si ritrovano tra i canali e le direttrici di ciottolato, tra canali e strettoie: la chiesa Onze-Lieve Vrouwekerk, maestosa e solenne, e la Heilig-Bloedbasiliek, la Basilica del Sacro Cuore; Arentshuis, la casa patrizia dietro alla quale si apre il Hof Arents, il parco con il ponte degli innamorati. Da visitare anche il Groeningemuseum, galleria che raccoglie il meglio dell'arte fiamminga. Meno istituzionali ma sicuramente caratteristici e divertenti sono il Choco-Story, il museo del cioccolato, e il Freitmuseum, un percorso della storia della patata, dalla terra alla friggitrice, con assaggio incluso. Un capitolo a sé merita l'enogastronomia. Anche qui, come del resto in tutto il Belgio, il dominio della patata fritta è incontrastato.

I coni di carta ricolmi di lunghe strisce gialle si comprano un po' ovunque: in piazza, nei bistrot, nei bar e nei cafè. Non sarà un caso che questo paese detenga il record mondiale per la massima concentrazione di Mc Donald e fast food. La regina di pasti, aperitivi e uscite serali, resta comunque la birra. Bionde, doppio malto, birre bianche, scure, pils e aromatizzate si trovano in abbondanza al banco di qualsiasi locale della città. Assolutamente da assaggiare sono Brugse Zot, La Chouffe e Straffe Hendrik. Astenersi astemi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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