Le previsioni e le sorprese della natura
Che tempo fa. Quale trasmissione tiene incollati al piccolo schermo più delle altre, per non perdere un solo fotogramma, nemmeno una parola? Non è il grande kolossal e neppure l’interessante talk show o l’imperdibile puntata della soap opera ma il meteo, per motivi pratici o forse per avere la sensazione, o l’illusione, di non sentirsi del tutto impreparati ad un aspetto del nostro futuro, anche se si tratta soltanto di quello atmosferico.
Benché trasmesso di frequente come un cielo a pecorelle (… acqua a catinelle) dovessimo comunque perdere un episodio, niente paura, possiamo sempre tornare a scrutare il cielo sopra di noi, guardare in che direzione il vento sta accompagnando le nuvole, prestare attenzione a ciò che ci accade intorno, ne otterremo in ogni caso delle ottime previsioni.
Madre Natura, nonostante i numerosi tentativi di manipolazione perpetrati dall’uomo, ci dà ancora la possibilità di sapere con un certo anticipo il tempo che fa con informazioni capaci di impegnare un computer e con risultati degni degli indimenticabili Bernacca e Baroni.
Attenzione però a non sbagliare, con il rosso di sera bel tempo si spera ma a vederlo al mattino il brutto tempo è vicino!
Il nostro gatto, leccandosi le orecchie con la zampina potrebbe avvisarci che il mal tempo si avvicina e se in cielo la rondine volerà male, occhio! È in arrivo il temporale!
Sulla pelle il sole scotta troppo o le formiche avanzano in processione? Arriva l’acquazzone ma nello svolazzare l’amico pipistrello stiamo tranquilli perché il tempo tende al bello.
A me piace quella che se piove d’agosto piove miele e mosto ma pure del ragno che sta all’aperto quando il tempo è bello certo.
A proposito, una volta ne ho visto uno fermo fuori dalla tana, imperturbabile, malgrado il cielo volgesse al brutto. La mia espressione meravigliata per l’atteggiamento in apparenza contrastante con la tradizione popolare fu però di breve durata perché nel cominciare a cadere le prime gocce il piccolo meteorologo corse a nascondersi più veloce del fulmine.
Giuseppe Agazzi
Rovato
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia


