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Lettere al Direttore

ATTIVITÀ ESTRATTIVA

Il problematico progetto dell’area servizi a Botticino


Lettere al direttore
16 mag 2018, 14:00

Prendo spunto dall’articolo pubblicato in cui si comunica la conclusione dei lavori relativi all’area servizi in zona cave a Botticino. Nell’intento di informare non solo gli addetti ai lavori cerco di spiegare alcuni antefatti. Il Comune di Botticino è proprietario di un bacino estrattivo nel quale operano dagli anni ’80 sei aziende con circa 100 addetti. Fino al 2014 il giacimento veniva coltivato secondo i dettami contenuti in un piano di sfruttamento disposto dal Comune, Piano Pinzari, che veniva aggiornato in occasione di ogni rinnovo contrattuale quantificando il fabbisogno di materiale da estrarre nel periodo di vigenza della concessione. Nell’ultimo Piano, approvato dal Consiglio Comunale nel luglio del 2013 dalla precedente Amministrazione e che avrebbe avuto durata dall’1 gennaio 2015 al marzo 2021, era previsto oltre alla quantificazione del materiale da estrarre anche un prolungamento della strada esistente per raggiungere i fronti di cava di progetto più alti da cui raggiungere l’area servizi. Nel 2014 l’attuale Amministrazione Comunale ha revocato l’ultimo Piano e con esso anche la realizzazione del prolungamento della strada verso monte. Ora la realizzazione dell’area servizi, a suo tempo pensata e progettata in quell’ottica, risulta oggi di difficile se non problematica utilizzazione. Infatti per raggiungere la zona Paina in cui è collocata tale area servizi ci sono solo due possibilità: da Nuvolera - Serle oppure da Botticino Sera - San Gallo - Serle, non proprio quindi di facile accesso come affermato dal Sindaco nell’articolo. Inoltre non avendo l’Amministrazione Comunale predisposto un nuovo Piano di coltivazione del bacino, essendo il precedente scaduto al 31.12 2014, non si è in grado di comprendere la funzionalità di tale infrastruttura. A puro titolo informativo si fa inoltre presente che, in attesa dell’esito delle aste di aggiudicazione del bacino che avverranno nel prossimo giugno, le attuali aziende hanno presentato ricorsi al T.A.R impugnando sia i criteri che i bandi di gara. Con queste premesse non si possono escludere ulteriori azioni legali successive alle aste. Rappresentando le entrate derivanti dalle cave oltre il 30% del bilancio comunale, in paese fra la popolazione sta crescendo sempre più la preoccupazione sulle conseguenze derivanti dalle scelte operate da questa Amministrazione Comunale.

// Gianbattista Quecchia
capogruppo della coalizione «Per Cambiare Botticino»

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