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Lettere al Direttore

BILANCI

Il grande inganno nascosto fra welfare e previdenza


Lettere al direttore
6 dic 2017, 14:00

In merito alla lettera del dott. Francesco Falsetti del 20 novembre e a considerazioni confermate da parecchi anni (oltre che dall’attuale presidente Inps e del Consiglio dei Ministri Gentiloni) sull’ampia sostenibilità della previdenza (vedasi pensioni)! Ed è anche inutile dire che sono state le pensioni baby e altri pretesti demagogici propinatici in questi anni dai nostri bravi politici al Governo a mettere in crisi i conti! Infatti l’attivo dei contributi pensionistici incamerati dall’Inps va a compensare il notevole passivo dell’assistenza (vedasi malattie e spese sanitarie che dovrebbero essere pagate dalla fiscalità generale), e l’Europa fa finta di non sapere... A me risulta che l’Europa ci chiede costantemente di correggere i conti economici, non dove andare a prendere i soldi per compensare. Sono troppi anni oramai che le pensioni (la previdenza) vengono usate dai governi italiani come enorme bancomat per equilibrare altri passivi e mi ricordo che la riforma Fornero che in 20 giorni nell’autunno del 2011 ha sconquassato l’aspettativa di milioni di lavoratori ad un passo dalla più che meritata pensione, era una misura di emergenza per evitare il fallimento del Paese Italia (dopo le macerie lasciate dal governo Berlusconi) e come tutte le situazioni di emergenza doveva durare poco e trovare dei correttivi per evitare estreme disuguaglianze (testuali parole della prof.ssa Fornero) le quali dovevano arrivare nel giro di poco tempo. Invece le nostre brave forze politiche italiane avevano pensato bene dopo circa 1 anno di licenziare il governo Monti fregandosi le mani per aver trovato il classico «capro espiatorio» per la riforma pensionistica, che adesso con le formule dell’aspettativa di vita ci sta portando ad essere ai massimi in Europa del prolungamento età lavorativa con le conseguenze anche sanitarie derivate. Le proposte di separazione dell’assistenza dalla previdenza con la trasmissione corretta alle autorità europee con una seria personalizzazione dell’età pensionabile tenendo conto di vari fattori come tipologie di lavori e stati di salute individuali ecc., sono ampiamente auspicabili e condivido pienamente le proposte del dott. Francesco Falsetti, ma nessuna forza politica parla di questa separazione e penso che sia purtroppo un’utopia. Ma siamo in Italia, il Paese Italia dove hanno inventato l’Ape, anticipo pensionistico! Anticipo pensionistico legato a un prestito ed a parecchi requisiti combinati che solo poche migliaia di lavoratori alla canna del gas accetteranno e a cui riusciranno ad accedere. Concludendo pensando che queste e altre tirate per i «fondelli» sono una vergogna verso tutto il popolo italiano e non devono meravigliarne le conseguenze tra cui il forte astensionismo verso le varie elezioni che si sono succedute.

// Valter B.
Brescia

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