Lettere al direttore

Brolo di Sant’Anna. Orti solidali e tanto tanto altro

Sabato 17, al Brolo di Sant’Anna - orto solidale, abbiamo vissuto una splendida giornata. Siamo molto orgogliosi e ci ha trasmesso tanta gioia dentro, quella che ti porta il sorriso spontaneo sul viso e ti fa stare bene. Con tutte le brutture del mondo che ci accompagnano quotidianamente, mi piace tanto l’idea di provare a raccontarvi questa splendida giornata al Brolo, con un mondo reale capace di trasmettere positività, fiducia, speranza. E anche di conoscere un sacco di bella gente, di rivedere persone care che vedi poco, con la cornice fantastica del nostro splendido orto, con lo spettacolo di colle ed aiuole senza spigoli a richiamare i terrazzamenti della collina (Oci docet). Sono state 5 le iniziative principali svolte al Brolo: la lezione del nostro principe delle api Claudio Vertua, capace di svelarci i segreti di questi piccoli insetti con un viaggio affascinante nel mondo della natura; la lezione sulla storia del Brolo del nostro agronomo Oci, come solo lui sa fare, vera e propria enciclopedia di competenza tecnica, associata a una straordinaria capacità di comunicazione e di relazione; lo spettacolo teatrale proposto dall’associazione Orto Libero, con la partecipazione di detenute e detenuti di Verziano, sul quale presento successivamente alcune considerazioni; il pranzo, offerto dalla Consulta per l’ambiente del Comune di Brescia e cucinato dai nostri amicissimi di Slow Food, momento importante di socializzazione e dello stare bene insieme; la passeggiata intorno alla collina con il direttore del parco delle colline, alla scoperta del vigneto didattico e di tutte le sue meraviglie. Sono stati tutti momenti importanti, capaci di coinvolgere e di interessare tante persone. Volevo però ritornare sullo spettacolo teatrale, con protagonisti attivi detenute e detenuti del carcere di Verziano. Una parte dell’articolo 27 della nostra amata Costituzione recita: «... impone che le pene mirino alla rieducazione...». Forse nella realtà quotidiana concreta il principio citato non sempre viene realizzato. Sabato però abbiamo verificato come la collaborazione e la disponibilità di direzione e Polizia carceraria, il lavoro tenace e appassionato dell’associazione Orto Libero, ma sopratutto l’impegno diretto di persone detenute, abbiano contribuito a realizzare una giornata di grande inclusione sociale. Crediamo che queste nostre sorelle e questi nostri fratelli oggi si siano sentite accolte e valorizzate, rendendo particolarmente bella questa giornata e facendo noi più ricchi. Ovviamente c’è stato un po’ di tristezza al momento del distacco, quando sono salite/i sul pullman che li riportava a Verziano. Vogliamo ringraziare di cuore queste persone, augurando loro di concludere presto questo loro percorso. E se da liberi vorranno tornare a trovarci, o magari anche collaborare nelle lavorazioni del nostro orto, ci faranno particolarmente felici. Per tutto questo li abbracciamo forte forte.

Vito Lancellotti

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