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Lettere al Direttore

LEGITTIMA DIFESA

Avere una pistola? Meglio che lo Stato assicuri i cittadini


Lettere al direttore
12 set 2018, 14:00

Porte blindate, sistemi d’allarme, inferriate alle finestre, una difesa passiva in continuo aumento, e nonostante che i reati siano in diminuzione, le persone si sentono meno sicure. Sarà la cronaca ossessiva sui casi cruenti e l’enfasi mediatica che rimarca questi fatti e quanto pesa la tendenza a strumentalizzare anche per fini politici. Certo sono molteplici le cause della paura e così cresce la voglia di preparare da sé la propria difesa. Il sintomo più inquietante è il diffondersi dell’idea che a difendersi giovi il possesso di un’arma da fuoco. C’è una richiesta a più voci da parte di esponenti politici per rivedere le regole sulla legittima difesa. È bene però fare attenzione a quelli che vengono presentati come rimedi assoluti. Non è così semplice la soluzione. Che la risposta migliore alla percezione di insicurezza sia difendersi da sé armandosi e apprestarsi a sparare non è così scontata. Gli italiani vorrebbero procurarsi una pistola per la difesa individuale e nel scoprire all’improvviso un intruso di notte o di giorno di doversi difendere sparandogli. Ma anche il ladro nel sapere che sei armato alla prima mossa sospetta spara, e forse spara meglio del semplice cittadino, e sei spacciato. Che le persone soffrano, consciamente o inconsciamente, questa situazione, è ingiusto. È ingiusto che non si sentano difese e quindi perdano fiducia nello Stato che non riesce a difenderle e corrano ai ripari armandosi. È un errore di valutazione. Non devo essere io a difendermi. Dev’essere lo Stato. L’uomo che comincia ad armarsi comincia sempre dalla pistola, ma poi sorgono i problemi. L’arma per legge deve sempre essere custodita (l’art. 20 della Legge n. 110 del 1975 dispone che la custodia delle armi deve essere assicurata «con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica) e la cosa migliore, di notte, è tenerla vicino al tuo posto letto, a portata di mano per usarla contro un intruso che scopri in casa. Poi di giorno la devi custodire in luogo sicuro, a meno che non la porti con te nel cinturone. Lo stesso discorso per il tabaccaio o il ristoratore o il benzinaio, l’arma deve essere vicina per afferrarla di colpo contro il rapinatore. Non funziona così semplicemente. Si dà il caso, abbastanza recente, di un benzinaio ucciso con colpi alle spalle, perché i rapinatori hanno notato che armeggiava col borsello pensando che fosse alla ricerca di un’arma. Allora che soluzione deve prendere un cittadino che gode di fiducia nelle forze dell’ordine ma sa che il personale adibito alla sicurezza è sempre di meno e gli agenti sempre più anziani; intanto gli italiani si sono dotati di sistemi di sicurezza più svariati, dalle telecamere ai sistemi di allarme alle porte blindate, alla vigilanza privata. L’armarsi non risolverebbe certo il problema degli operatori all’aperto (benzinai, tabaccai, ristoratori...) che verrebbero quasi sempre presi alla sprovvista e sparare non è la soluzione sicura. Allora non rimane altro che affidarsi allo Stato, uno Stato che nelle sue adempienze dovrebbe rassicurare i suoi cittadini con una forma assicurativa onnicomprensiva per tutti quei crimini che li possano colpire, dalla salute personale ai beni sottratti, senza obbligarli a ricorrere alla legittima autodifesa armata che farebbe solo aumentare i rischi per le persone aggredite. Pensate agli anziani che vivono in zone isolate o donne sole con scarsa dimestichezza con le armi o lo stato di grande agitazione di chi subisce l’atto criminale. Non basta un’arma per subire meno danni. Occorre invece una assicurazione dello Stato contro i rischi di rapina, che diventi subito esecutiva con la denuncia alle forze dell’ordine. Con un costo modestissimo per lo Stato dato i numeri statistici attuali, il Paese farebbe un grande salto di civiltà con la protezione al cittadino e la riduzione della verosimile violenza in uno scontro a fuoco. Scontro, con esiti non sempre favorevoli alle vittime e quindi non risolutore per i cittadini. Resta un’unica certezza con l’uso delle armi, quella di raccogliere feriti o morti. Meglio rinunciare all’idea di concepire e di desiderare di farsi giustizia da sé e chiedere, con forza, allo Stato una protezione suppletiva sotto forma di una buona assicurazione.

// V. Ferraresi
Gussago

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