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Italia ed Estero

LA CERIMONIA

I 45 sottosegretari urlano: «Lo giuro»


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13 giu 2018, 19:19

Matteo Salvini (S), ministro dell'Interno, Giuseppe Conte (C), presidente del Consiglio, e Giancarlo Giorgetti (D), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, durante la cerimonia di giuramento dei sottosegretari a Palazzo Chigi - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

«È un grande onore avervi nella squadra di governo, ci metteremo il cuore». Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, conclude con poche parole l'ultimo rito della nascita del suo governo: il giuramento dei 45 sottosegretari - tra cui i bresciani Cominardi, Crimi e Volpinella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

Una cerimonia sobria, piuttosto rapida, che ha avuto il suo momento clou quando il plotone dei componenti dell'esecutivo ha urlato «lo giuro». Quindi, chiamati ad uno ad uno, la firma e stretta di mano con Giuseppe Conte, accanto al sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti e al vicesegretario generale di Palazzo Chigi, Luigi Fiorentino.

Al loro fianco il vicepremier Matteo Salvini, che arrivando a Piazza Colonna, dopo il suo intervento al Senato, s'è detto «molto soddisfatto della squadra di governo». Davanti al portone di Palazzo Chigi i cronisti gli chiedono se abbia già informato Silvio Berlusconi del fatto che la delicatissima delega alle telecomunicazioni sarà affidata a Luigi Di Maio.

«No, lo chiamo oggi, per parlargli di tutto il pacchetto», risponde sorridente. Quindi, al termine della cerimonia, le parole di Conte, anche lui di ottimo umore e, almeno in apparenza, per nulla turbato dal duro scontro di queste ore con l'Eliseo e dal serio rischio di cancellare la sua missione a Parigi, la prima da quando guida il governo: «Solo due parole - esordisce, rivolto ai sottosegretari - per darvi il benvenuto. È un grande onore avervi nella squadra di governo e spero lo sia anche per voi. Il percorso normativo che siamo chiamati a seguire è scritto nella Costituzione: disciplina e onore. Dal punto di vista umano - promette Conte - ci metteremo il cuore per non lasciare disattese le speranze di tutti. Abbiamo tanto da lavorare.

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