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Italia ed Estero

L'ALLARME

Amministrazione pubblica: servono 250mila persone


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15 mag 2019, 10:21
Il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno - Foto Carconi/Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno - Foto Carconi/Ansa © www.giornaledibrescia.it

La Pubblica Amministrazione rischia lo svuotamento, con l’uscita verso la pensione di circa mezzo milione di travet. A rilanciare l’allarme, lo studio che ha aperto il Forum P.a., la kermesse arrivata alla 30ª edizione. Ma già adesso, è l’avvertimento, servirebbero «oltre 250mila persone in più».

Il ministro della P.a, Giulia Bongiorno conferma l’esodo, palpabile già da quest’anno. Non si tratta però solo di rimpolpare gli uffici, c’è da selezionare, è questa la preoccupazione, personale qualificato e giovane. Non a caso il governo sta pensando a un disegno di legge per consentire agli universitari un accesso «diretto» ai concorsi pubblici. «Con il ministro dell’Istruzione, Bussetti, abbiamo deciso di creare un corso - spiega - che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella P.a». Una sorta di pista preferenziale, quindi, con vantaggi sia per quanti pensano a iscriversi all’università sia per la P.a, che potrebbe contare su professionalità fresche, visto la sete di nativi digitali. A proposito il ministro ha lamentato un’attesa di tre mesi per ottenere la carta d’identità digitale.

L’invecchiamento della Pubblica Amministrazione è però così radicale che neppure lo sblocco del turnover basterebbe, tanto che, rimarca il Forum Pa, per abbassare di un solo anno l’età media servirebbero quasi 10 miliardi di investimenti. Per questo bisognerebbe creare un ponte tra laureati e concorsi. Oggi, invece, a seconda della selezione a cui si partecipa, le regole sono diverse, i requisiti possono variare e gli anni passano. Un provvedimento che ritaglia percorsi precisi per chi vuol diventare dipendente pubblico semplificherebbe il quadro. In rampa di lancio Bongiorno ha però anche altri provvedimenti. E non esclude di rendere obbligatori concorsi su base territoriale. «Voglio fermare le migrazioni» scandisce, riferendosi al fenomeno di chi si candida per un posto al Nord ma poi fa domanda per tornare al Sud.

 

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