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Monte Suello: Sergio Poinelli il «condottiero» delle penne nere


Garda
13 mar 2018, 08:31
Neo presidente. Sergio Poinelli

Neo presidente. Sergio Poinelli

Romano Micoli, dopo tre mandati triennali alla guida delle 4mila penne nere del Garda e della Valsabbia, ha messo lo zaino a terra. Passa il testimone di presidente della Monte Suello al suo vice Sergio Poinelli. Così hanno deciso i delegati dei 57 Gruppi che, al liceo Fermi, hanno animato l’assemblea annuale.

Poinelli - classe 1953, vice di Micoli dal 2012, capogruppo a Tignale per 20 anni - ha ottenuto 97 voti, contro i 60 dell’altro candidato, Fabio Pasini. Al nuovo presidente il compito di proseguire, nel segno della continuità, l’opera di Micoli, che ha lasciato un segno profondo nella storia sezionale, nonostante le difficoltà di questi anni, «dall’invecchiamento della base - ha ricordato - alla mancanza di ricambi, fino ai problemi riconducibili a un’ossessiva complicazione amministrativa, burocratica e fiscale».

Ostacoli che non hanno impedito alla Monte Suello di continuare ad essere una delle espressioni più sane e laboriose della società civile. Lo dicono i dati sull’attività 2017, che ha visto gli alpini di Garda e Valsabbia impegnati sul fronte della solidarietà a sostegno di parrocchie, scuole, comuni, territori (59.110 ore lavorate a favore di terzi e 280.662 euro di donazioni). Sempre presenti quando serve, che sia per l’emergenza neve o per gli incendi boschivi, gli alpini non hanno lesinato l’impegno neppure sul fronte della Protezione civile, come ha ricordato il coordinatore Angelo Bertini: «Ben 166 uomini hanno lavorato nel 2017 per 7.610 ore, di cui 2.291 sul fronte del fuoco». Bilanci positivi anche per la gestione del rifugio «Granata» a Campei de Sima (responsabile Marco Comini), la salvaguardia della montagna (Emanuele Ronchi ed Erica Neboli), lo sport (Francesco Bortolotti) e la comunicazione tramite il giornale «Monte Suello» (direttore Paolo Cabra). Riconoscimenti.

Note alpine. La fanfara delle penne nere

Sono stati infine assegnati i consueti riconoscimenti sezionali. Il premio «Don Antonio Andreolassi» al miglior alpino 2017 è stato conferito a Giulio Righetti, neo capogruppo di Gardone Riviera, per la «sua disponibilità sempre incondizionata e il suo apporto alle attività del rifugio di Campei, che non ha mai conosciuto momenti di riposo». Il premio «Italo Maroni» per il miglior Gruppo è andato alle penne nere di Prevalle, che hanno costituito una nuova squadra di Protezione civile oltre ad aver realizzato in una cava dismessa un bassorilievo di 150 mq dedicato alla storia alpina. Infine, il premio «Michele Milesi» per il miglior capogruppo è stato assegnato a Paolo Bortolotti di Puegnago, per aver attivato ulteriori servizi e promosso una maggior vicinanza alla propria comunità.

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