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I liquami nel lago, strage di cavedani


Garda
7 giu 2013, 10:27
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Una strage di cavedani. La marea nera fuoriuscita dall’impianto di produzione di biogas della «Colle Verde» di Maguzzano non ha soltanto inquinato le acque del lago, fortunatamente per una porzione limitata.

I danni concretamente visibili giovedì erano quelli procurati alla fauna ittica. Perché se martedì sul fondo del lago erano stati notati numerosissimi pesci morti (numero stimato attorno a 200 esemplari), la risacca ha cominciato a sospingerli sulla battigia. Si tratta solo di cavedani che si riproducono proprio nella zona della foce del «Rio Maguzzano».

Gli esperti dicono siano stati uccisi dai liquami finiti a lago, asfissiati da residui che avrebbero un elevato contenuto di ammoniaca. Ieri mattina Alessandro Pennaccini, addetto alla gestione di «Pelikan» - battello spazzino gestito da Garda Uno -, ha proseguito l’azione di «ossigenazione» dell’acqua del Garda. Operazione resa necessaria anche a causa della forte pioggia caduta nella notte, che ha convogliato a lago acqua color marrone scuro. Per questo motivo giovedì mattina sono stati effettuati nuovi prelievi di campioni d’acqua da sottoporre a ulteriori analisi.

Resta in tutta la zona il divieto di balneazione, il primo da parecchi anni. Comparso, singolarmente, nello stesso punto nel quale venne esposto quasi 50 anni fa, il primo divieto di balneazione della storia del Garda. Tutte le altre spiagge della riviera bresciana sono balneabili.

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