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DESENZANO

Chiude la Nautica Moretti: vendette barche anche a Fidel Castro


Garda
3 gen 2018, 06:40

Insieme. Curzio con il padre Gianni, la moglie e il rag. Ragnoli

La lunghissima storia della nautica Moretti è finita con il 2017: non ci saranno più altre pagine da scrivere. Ed è con un velo di tristezza, ma con il cuore colmo di bei ricordi, che Curzio Moretti e il figlio Marzio abbassano la saracinesca di una delle pietre miliari della nautica gardesana. I Moretti trasferirono il loro cantiere nautico da San Benedetto Po, nel Mantovano, a Desenzano nel 1960: il padre di Curzio, Gianni, aveva cominciato a costruire imbarcazioni quasi per caso, accogliendo la richiesta di un conoscente.

Gianni Moretti costruiva, prima di quel momento, calcio balilla: costruì una barca da corsa che vinse sia il campionato italiano, sia quello europeo. Fu l’inizio di un periodo di successi: prima con la costruzione di sole barche da corsa, poi, con il trasferimento del cantiere da San Benedetto a via Curiel, a Desenzano, anche di imbarcazioni da diporto. E da quel cantiere uscirono barche di livello altissimo e abili falegnami: «Molti degli operai di allora - racconta Curzio Moretti - hanno a loro volta aperto aziende nautiche: da lì è partita una generazione di armatori che ha fatto crescere l’intero comparto della nautica gardesana».

Tra le storie indimenticabili c’è «l’avventura cubana»: «Nel 1964 mio padre vendette sei barche e dodici motori a Fidel Castro: gli emissari del governo cubano si presentarono con due valigie cariche di soldi, che contai io stesso. Abbiamo scoperto dopo che vennero utilizzate come vedette sul litorale cubano. Sui giornali dell’epoca la storia ebbe molta presa, tanto che ci fu una vera e propria corsa: tutti volevano le nostre barche».

Tante storie, tante persone: con l’attività di scuola nautica portata avanti negli anni (17mila le patenti assegnate) dai Moretti è passato il mondo. Prima via Curiel, poi il grande stabilimento di Colombare di Sirmione, dove confluirono tutte le attività dei Moretti nel 1987, videro passare centinaia di volti noti: «Molti sono diventati amici - racconta ancora Curzio, che nell’azienda di famiglia è entrato nel 1972, accompagnato prima dal fratello Carlo, poi, dal 2003, dal figlio Marzio, e sempre dal fidatissimo ragioniere Enea Ragnoli -. Personaggi dello spettacolo, della politica, dello sport, industriali: molti tornavano anche solo per salutare». Da Califano ad Abatantuono, da Caovilla a Panatta, da Giordana a Lippi.

Perché è finita? La legge che stabilisce che l’esame per la patente nautica possa essere sostenuto solo nella regione di residenza del candidato: «Prima oltre ai bresciani venivano dalle regioni vicine. È stato un colpo troppo duro, abbiamo detto basta».

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