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Economia

L'ACCORDO

Lame made in Brescia per la federazione del Pentathlon


Economia
14 apr 2019, 12:23
Alberto Franchini, titolare della Franchini Blades srl

Alberto Franchini, titolare della Franchini Blades srl

Forgiate in terra di Valcamonica, utilizzando gli antichi magli di Bienno; lavorate e collaudate nell’officina meccanica di Folzano. Le lame della Italian Fencing Blades hanno conquistato i fiorettisti di mezzo mondo grazie a qualità e bellezza uniche.

Dopo l’intesa siglata lo scorso luglio con la Fis, Federazione Italiana Scherma, nei giorni scorsi Alberto Franchini, titolare della Franchini Blades srl, ha firmato un accordo pluriennale di collaborazione come «partner tecnico» della Fipm, Federazione Italiana Pentathlon Moderno

Le lame made in Brescia affiancheranno quindi gli atleti delle nazionali italiane di scherma e pentathlon anche durante i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Italian Fencing Blades ha una produzione di circa ottomila lame da fioretto e lame da spada all’anno che vengono vendute in ogni angolo del mondo.

«C’è grande richiesta soprattutto dall’estero. Faccio fatica a stare dietro alle consegne», dichiara con soddisfazione Alberto Franchini. Il mercato principale della società è rappresentato dagli Stati Uniti dove viene venduto circa il 40% dei prodotti; poi c’è l’Europa con Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Ungheria, in testa; quindi il resto del mondo

Alberto Franchini il mestiere lo conosce molto bene. Per certi versi lo potremmo definire un «figlio d’arte», è infatti figlio di Gianpiero Franchini, presidente della Franchini Acciai di Mairano. «Non c’è una lama uguale all’altra - spiega Franchini che è anche istruttore di scherma -. Ho voluto unire la mia passione per la scherma con la conoscenza dell’acciaio, maturata in trent’anni nell’azienda di famiglia».

Il progetto Italian Fencing Blades è nato nel 2016 ed in pochi anni il marchio è diventato leader nel settore utilizzato dal campione olimpico Daniele Garozzo, quello del mondo Alessio Foconi; da Alice Volpi, Mara Navarria, Valerio Aspromonte, Matteo Tagliariol per citarne solo alcuni. Il segreto del successo? «È la qualità. Ho studiato con attenzione il processo fusorio e creato una lama in acciaio martensipico in lega di nickel e cobalto. Le mie lame pesano 20 grammi in meno rispetto a quelle sul mercato».

 

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