Economia

La bresciana Cameo si prepara all’ampliamento

L’azienda dolciaria archivia un 2012 da record: il fatturato vola a 263 milioni, l’utile netto supera i 21 milioni.

Forte dei risultati del passato, la Cameo guarda al futuro. E, dopo aver archiviato un 2012 dai «numeri» eccellenti, straordinari considerando l’andamento in netta controtendenza rispetto a quello dei consumi italiani, pone le basi per ampliare l’attività e dunque lo sviluppo aziendale.

Lo scorso mese di gennaio infatti l’azienda leader in più comparti del settore alimentare ha acquistato alcuni terreni adiacenti la sede e lo stabilimento di via Ugo La Malfa. Dunque Cameo pensa all’ampliamento delle strutture operative e perciò a nuovi importanti investimenti in termini di capitali, con ritorni positivi anche sul versante dell’occupazione locale.

Cameo spa (appartenente al gruppo tedesco Oetker in quanto controllata dalla Dr. Oetker Int. B. Gmbh di Bielefeld, unico azionista) nel corso del 2012 ha consolidato le proprie posizioni nei mercati di riferimento. «L’innovazione e la continua attività di ricerca e sviluppo - si legge nella relazione sulla gestione - hanno consentito di migliorare la qualità dei prodotti e la collocazione sul mercato di nuovi. Così l’azienda ha potuto mantenere o consolidare le posizioni commerciali nei settori dei preparati per dolci e dessert, ingredienti per pasticceria, lieviti e preparati per torte, ciobar, snacks e biscotteria salata. Ha mantenuto la leadership nel settore delle pizze surgelate e incrementato la quota di mercato nei prodotti freschi».

Risultati che si condensano in un bilancio d’eccellenza. Perché Cameo aumenta notevolmente il fatturato, che sale da 241,6 a 263,5 milioni di euro (+9,1%), mentre il margine lordo diventa a due cifre e cresce del 10,4%, attestandosi a 177,4 milioni, dato che i costi delle materie aumentano del 6,5%. Salgono i costi del personale (+4,4%), anche in considerazione del fatto che i dipendenti sono aumentati e oggi sono 364. A conti fatti, il risultato prima delle imposte passa da 27,3 milioni del 2011 a 30,9 dello scorso anno, determinando dunque anche un sostanzioso incremento dell’utile netto che si attesta a 21.039.463 euro contro i 18,2 dell’anno prima.

Gli indici di bilancio poi confermano la solidità e l’eccellenza dei conti. Cominciando da quello di liquidità (attitudine a soddisfare gli impegni finanziari a breve) pari a 123,72 (119,86 nel 2011), mentre l’indice di patrimonializzazione risulta essere di 40,71 (39,22 l’anno prima) e segnala il buon livello d’indipendenza finanziaria. Non a caso Cameo non ricorre al credito bancario.

Il Roe (ritorno degli investimenti) schizza al 42,02% (38,53 nel 2011), segnalando un netto miglioramento della redditività del capitale proprio rispetto all’anno prima.

L’azienda ha investito non solo nel normale rinnovo dei macchinari e in ricerca, ma altresì destinando una notevole attenzione alla pubblicità. Infine, lo scorso mese di novembre la società ha ottenuto la certificazione ISO 22000:2005 che, sebbene non sia obbligatoria, è uno standard che si pone come punto di riferimento per l’applicazione dei regolamenti comunitari in materia di igiene e sicurezza alimentare.

Il consiglio di amministrazione (composto da Martin Reintjes, Irle Wilm e Andrea Manerba) ha deciso di distribuire un dividendo pari a 25.650.000 euro utilizzando integralmente l’utile di esercizio di 21.039.463 euro, coprendo la differenza pari a 4.610.537 attraverso la riserva straordinaria.
Ennio Moruzzi

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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