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Economia

FIERA

Giacche, camicie e gilet: il made in Brescia sfila a Pitti Uomo


Economia
11 gen 2018, 06:30

Camicia coreana. Il capo presentato a Pitti da Tintoria Mattei

Pitti Uomo apre i battenti e i bresciani anche quest’anno non si fanno attendere. Sono ben 25 le collezioni (per complessive 18 imprese) con le quali il «made in Brescia» calca la passerella della 93esima edizione del Salone delle collezioni maschili in programma a Firenze, alla Fortezza da Basso, sino a venerdì. In scena, nuove produzioni e nuove tendenze per l’autunno inverno 2018-2019, con numeri di tutto rispetto: su 60 mila metri quadrati di area espositiva saranno esposti ben 1.243 tra marchi e collezioni, dei quali 569 provenienti dall’estero (il 45% del totale) e 227 tra nomi nuovi e rientri alla fiera. Il cartellone. Molte le novità in cartellone della kermesse «dedicata» al rapporto uomo-cinema: sul piazzale della Fortezza il direttore creativo Sergio Colantuoni ha ideato il set di Pitti Live Movie, mentre negli stand vanno in scena mille interpretazioni a carattere cinematografico. Atteso anche lo sbarco in Polveriera della nuova sezione di Athlovers, progetto speciale sulla nuova dimensione del vivere che sorpassa lo sport in se stesso e la sua attitudine, così come la sfilata per i 200 anni della Brooks Brothers, mitica inventrice della camicia botton down, questa sera a Palazzo Vecchio.

I bresciani. Varia ed articolata la platea dei bresciani presenti, che con collezioni che spaziano dalle calze alla maglieria sino alle camicie e agli accessori. Non poteva mancare, a Pitti Uomo, la Doratex di Visano, che si presenta con i marchi Andrea Fenzi e Mc Lauren, due volti della medesima passione delle famiglia Ferrari per la maglieria di qualità. Da un lato, Andrea Fenzi si conferma nella sua sobrietà senza scardinare i suoi canoni estetici, ma proponendo una palette cromatica dove i toni caldi e naturali, come cammello ed ecrù, si fondono con i grigi freddi, tonalità di blu dal marino ai polverosi e al rosso «mosto», mentre i fili parlano solo di eccellenza, dal puro cashmere ai misti sino al 100% merino. Diverso il taglio per Mc Lauren, dal gusto retrò e vintage: qui la fantasia è portata all’estremo, per capi estrosi rinnovando i temi dell’Europa del Nord e riportando alla mente l’abbigliamento usato in club e college anglosassoni: giacche, cardigan a collo sciallato, girocolli e gilet.

Roda Lab 2.0. Inflessioni military chic e spirito giocoso caratterizzano invece la nuova collezione Roda, dove il rigore militare più austero è addolcito dal suo aspetto più ludico. L’ispirazione dell’azienda di via Sostegno, infatti, deriva dai ricordi d’infanzia del fondatore del brand bresciano, con una palette di base che spazia dal verde intenso delle divise al blu navy delle uniformi nautiche fino a tutte le sfumature dei beige arricchite da un tocco anticonvenzionale con sprazzi di arancio, giallo e blu elettrico. Il mondo delle divise d’antan e della sua allure sartoriale rivive nella collezione Roda con un twist contemporaneo, con le immagini di soldatini e di piccoli teschi che vengono ripetute creando un pattern unico che arricchisce gli accessori e i capi iconici del marchio: pochette, sciarpe e cravatte. 

Sfilata a Firenze. I capi della nuova collezione Andrea Fenzi

La Giemme di Pontevico, specializzata nella camiceria, sfila a Pitti con ben 4 marchi: DNL, Guglielminotti Uomo, New England e Tintoria Mattei, che ritorna a Firenzecon una collezione ricca di novità. L’ispirazione al mondo della drapperia conduce ai colori caldi delle lane, ai cammello, i bruciati e marroni che vengono presentati su galles, righe e pied pul costruiti su basi diverse come tele e flanelle. I tagli di colore illuminano i capi mischiando alle tinte calde rosa antichi, arancio e bordeaux.

Da Desenzano, la Gallo porta a Pitti una collezione dal sangue blu: calze e il gilet Principe di Gallo, accessori che hanno il potere di nobilitare il guardaroba maschile. La fantasia senza tempo di un classico tessuto di sartoria (il cui intreccio alterna quadretti di dimensioni diverse) è reinterpretata in tinte sofisticate e innovative, tipiche del suo DNA. Così il ruggine è accostato al grigio pirite, l’immancabile blu al taupe e il grigio mélange al geranio. Materie prime sempre all’eccellenza.

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