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Economia

Da Gardone le funi per gli Europei di calcio


Economia
1 mar 2012, 16:28
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Spettacolo della tecnologia in uno dei templi dello sport. Il tempio è il nuovo stadio nazionale di Varsavia (il Narodowy Stadion), inaugurato mercoledì sera con la partita amichevole Polonia-Portogallo e dove il prossimo 8 giugno verrà dato il calcio d'inizio agli Europei 2012; lo spettacolo è rappresentato dalla copertura «retrattile» costituita da una membrana mobile che sovrasta il campo da gioco.

A sostenere l'imponente e allo stesso tempo leggerissima struttura, sono 2.090 cavi di fune di 23 diverse tipologie di diametro, per una lunghezza che supera abbondantemente i 40 chilometri ed un peso di 1.800 tonnellate. Si tratta di cavi made in Valtrompia. A fornirli è stata la Redaelli di Gardone Valtrompia, prima società al mondo nella produzione di grandi funi per il settore «oil marine» e tra i primi quattro player nelle funi di acciaio dedicate all'ingegneria delle tensostrutture.

Un fiore all'occhiello nazionale che affonda le radici nella storia manifatturiera bresciana (il marchio Redaelli compirà nel 2018 duecento anni di vita) e che oggi è di proprietà del gruppo russo Severstal Metiz, divisione metallurgica di Severstal, che la acquistò nel 2008 dal fondo private equity americano Kohlberg.

«Fino a pochi anni fa il biglietto da visita di Redaelli era rappresentato dallo Storebaelt Bridge a Copenhagen, il ponte danese lungo 6,8 chilometri, di cui 2,7 sospesi a due piloni alti 230 metri, oppure dal London Eye di Londra - spiega l'ing. Maurizio Prete, amministratore delegato di Redaelli Tecna spa -. Oggi il marchio non ha bisogno di presentazioni. Le nostre funi sono utilizzate nelle più importanti ed imponenti strutture nel mondo. Tra le ultime commesse la copertura dello stadio nazionale di Varsavia per gli Europei 2012 o l'Estádio da Fonte Nova, in Salvador, Brasile, per i Mondiali di calcio del 2014, mentre per Las Vegas nelle scorse settimane ci hanno commissionato le funi per un'altra ruota panoramica analoga al London Eye».

Il gruppo occupa 320 dipendenti ed ha il quartier generale a Cologno Monzese. Cuore della società rimane lo stabilimento di Gardone Valtrompia - 181 dipendenti, 10/11mila tonnellate annue di funi prodotte - da sempre specializzato nella produzione di cavi per la realizzazione di funivie e tensostrutture; a Castegnato si trova invece l'hub logistico del gruppo e la sede della divisione Teci (in totale 25 dipendenti) specializzata in accessori per il sollevamento industriale; infine a Trieste dal 2009 si esprime l'eccellenza produttiva con la nuova unità specializzata in grandi funi d'acciaio studiate per il settore «oil marine» usate nelle installazioni offshore. off shore. È da questo stabilimento, collocato proprio nell'area del porto della cittadina friulana, che è uscita la fune che si è aggiudicata il «Guinness World Record» con una lunghezza di ben 3.020 metri e un diametro di 164 millimetri ed un peso di 361,1 tonnellate.

«Lo sviluppo di campi estrattivi a grande profondità evolve rapidamente - spiega Prete -. In questa evoluzione Redaelli gioca un ruolo importante. C'è necessità di capacità estrattive a profondità sempre crescenti e cresce la richiesta di funi sempre più lunghe e di maggiore diametro».
Forte specializzazione nei due principali siti di Gardone e Trieste e investimenti in tecnologia ed innovazione: questa la strategia adottata dal gruppo: «L'obiettivo è mantenere il primato nel business delle fumi. Pensiamo ci sia una vocazione da difendere a Gardone, siamo ottimisti sul futuro dello stabilimento sul quale abbiamo un interessante progetto di riorganizzazione». Redaelli Tecna spa ha chiuso il bilancio 2011 con un fatturato di 76 milioni di euro, in calo rispetto agli 83 milioni del 2010. Le previsioni sul 2012 sono per una chiusura superiore ai 90 milioni di euro.
Roberto Ragazzi

r.ragazzi@giornaledibrescia.it

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