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Economia

IL CASO

Contro le truffe online scende in campo una startup bresciana


Economia
13 nov 2017, 06:15
I protagonisti. Nicola Corsini, Dimitri Belardo e Federico Breda: hanno lanciato la startup «Safepay»

I protagonisti. Nicola Corsini, Dimitri Belardo e Federico Breda: hanno lanciato la startup «Safepay»

Il progetto è ambizioso, ma se i numeri dicono il vero il gioco vale la candela. Se, infatti, il giro d’affari degli e-payment in Italia vale 190 miliardi di euro (dati 2016 Osservatorio Mobile commerce & payment del Politecnico di Milano), le truffe online ne hanno risucchiati 9 miliardi. Un bel gruzzolo, sul quale ha messo gli occhi la startup innovativa bresciana Safepay, determinata a «farlo sparire» (nel senso buono del termine) grazie all’uso della sua piattaforma Weldpay. Obiettivo: eliminare le truffe sul web inserendo un soggetto terzo che funge da intermediario e controllore nelle transazioni più passibili di inganno. Vale a dire, per lo più, quelle relative alla compravendita online dell’usato tra privati (basti pensare a vetrine come Subito.it, Bakeka, e Kijiji) e quelle del mercato degli anticipi sulle case vacanza: zone franche che spesso nascondono fregature, dalla casa al mare che si scopre abitata dai legittimi proprietari quando si arriva agli elettrodomestici pagati come funzionanti e buoni solo per la discarica.

L’idea viene al 39enne Dimitri Belardo, una storia imprenditoriale nel fotovoltaico, una moglie e due figli. Nel tempo libero fa qualche acquisto online, e come tanti si domanda: il prodotto mi verrà consegnato una volta pagato? Sarà ciò che ho richiesto? Se sono io a vendere, riceverò i soldi? Altrimenti, verrò rimborsato? Da lì in poi la corsa è veloce: ne parla con due amici che per formazione e business possono condividere il suo entusiasmo: il 27enne tributarista Federico Breda e il 30enne autotrasportatore Nicola Corsini (Nct di Rodengo). Si mettono al lavoro: studiano, fondano la società (l’investimento iniziale è di 100mila euro), depositano brevetto e marchio e partono.

In meno di 12 mesi sono online, e in anche meno hanno i primi clienti: oggi sono alcune centinaia, ma il bacino potenziale è sconfinato. Come funziona. Individuato ciò che si vuole acquistare (o vendere) ci si registra su Weldpay: dopo che si ha acquistato, Weldpay conferma al venditore il deposito del pagamento, che resta su un conto «escrow» (acconto di garanzia) fino al termine della transazione. Intanto, Weldpay si preoccupa non solo di consegnare quanto acquistato ma anche di controllare che corrisponda a quanto promesso: la verifica è fatta da un operatore Weldpay nei suoi magazzini, filmata «certificata» con i sigilli. Solo dopo che l’ordine è stato recapitato e aperto, Weldpay paga il venditore.

I vantaggi ci sono: oltre al reinserimento della componente umana come garanzia, tutto è assicurato sino a 100mila euro. E Weldpay cosa ci guadagna? La registrazione è gratuita, ma trattiene una «fee» (tassa) del 4% su quanto speso dal compratore. E se a dirla così pare poco, si pensi che solo Subito.it effettua 20 milioni di transazioni annue.

 

 

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