Economia

Brescia: nel 2011 persi 6.890 posti di lavoro

Dall'inizio della crisi Brescia ha lasciato sul campo 24mila occupati. Lo scorso anno in Lombardia aperte 53.500 procedure di mobilità.

La crisi continua a colpire l'occupazione bresciana. Se nel 2011 si è registrato un calo della richiesta complessiva di cassa integrazione, resta elevato il dato relativo all'apertura delle procedure di mobilità (di fatto l'anticamera del definitivo licenziamento).
Secondo i dati elaborati dalla Cisl Lombardia, lo scorso anno sono stati messi in mobilità 6.890 lavoratori bresciani. Dal 2008 sono circa 24mila i posti di lavoro persi nella nostra provincia.

Il dato lombardo dice di 53.500 mobilità aperte nel 2011, e 185mila dall'inizio della crisi.
Considerando solo l'ultimo anno, Brescia supera (in negativo) i cugini bergamaschi, fermi a 5.800 posti di lavoro persi (20mila dal 2008). La nostra provincia è staccata solo da Milano, a quota 13.350 mobilità negli ultimi dodici mesi. Il territorio di Monza e Brianza è fermo a 3.881, mentre a Mantova siamo a 1.748 licenziamenti.
Osservando la dinamica mensile, scopriamo che a Brescia i mesi peggiori sono quelli che seguono i periodi di ferie; segno che numerose aziende, una volta chiusi i cancelli per la pausa estiva o invernale, non hanno più riaperto. In effetti, mille licenziamenti si sono avuti solo nel mese di gennaio 2011, e altrettanti in settembre.

«Due terzi dei licenziamenti effettuati in Lombardia dall'inizio della crisi - sottolinea Gigi Petteni, segretario generale della Cisl regionale - non godono dell'indennità di mobilità, che per due o tre anni rappresenta un sostegno importante, ma è destinato ai soli lavoratori delle aziende industriali. Ecco perché - conclude Petteni - è evidente la necessità di riformare al più presto l'intero sistema degli ammortizzatori sociali, per tutelare tutti i lavoratori colpiti dalla crisi».

L'indennità di mobilità è pari al 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria per i primi dodici mesi; l'importo scende all'80% per i periodi successivi.
Petteni ritiene fondamentali, ma non più sufficienti, gli strumenti a disposizione per ammortizzare gli effetti della crisi. Oltre a una politica difensiva, è necessario mettere in campo alcune politiche attive. «Dobbiamo iniziare il nuovo anno - dice il numero uno della Cisl lombarda - riprendendo il confronto tra le parti sociali e la Regione, per darci nuovi obiettivi: difendere il lavoro, incentivare le soluzioni di ricollocazione, favorire le assunzioni dei giovani, sostenere le imprese negli investimenti».

Parole d'ordine validissime anche a Brescia, per evitare nel 2012 l'ennesima emorragia sul fronte dei posti di lavoro.
Guido Lombardi

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...