Vie quasi perfette da Mingus a Edison

C'è una figura ricorrente in tutte le sezioni di questo libro, ultima opera di Eugenio Baroncelli, ovvero quella di Robert Walser «l'uomo che entra in tutti i miei libri».
«Amo la vita - ha scritto Walser -, ma la amo perché spero che mi offra l'occasione di buttarla via decorosamente».
Pensiero che ben riassume l'idea che sta alla base di Crepuscoli: le vite degli altri osservate attraverso una patina crepuscolare, un velo di malinconia che si rivela salutare perché, come ci ricorda Eugenio Baroncelli, «forse sono i ricordi e i racconti a rendere sopportabili le nostre perdite».
Con questo terzo libro Baroncelli completa quella sorta di trilogia iniziata con il Libro di candele e proseguita con Mosche d'inverno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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