Lo so, non sono obbiettivo, ma ho un debole per la serie di Lee Child con protagonista Jack Reacher, singolare personaggio portato da poco sullo schermo da Tom Cruise («Jack Reacher. La prova decisiva»). Già poliziotto dei corpi speciali dei marines, costui è tipico figlio dell'America on the road: senza casa né lavoro, vaga per gli States risolvendo casi criminali grazie all'intuito e soprattutto all'eccezionale addestramento fisico.
In Una ragione per morire, nuovo e 14mo romanzo (Longanesi, pagine 376, euro 16,40) che di fatto è un moderno western (sfondo negli altri spesso presente in filigrana) con tanto di showdown finale, egli si trova in una zona spopolata del Nebraska (la polizia, distante, la ignora) dominata da una famiglia di prepotenti che angaria i pochi abitanti e cela sporchi traffici e terribili segreti. Contro costoro, più scherani locali e feroci killer metropolitani, Reacher si batterà prendendo le parti di due donne: una della famiglia, picchiata dal marito e una la cui figlia di 8 anni è scomparsa anni prima. D'accordo, il romanzo è esagerato, crudele, ma di fascino e presa pure per lo scafato sottoscritto.
Altro buon romanzo di forte impatto e ruvidezze è La donna di troppo di Enrico Pandiani (Rizzoli, pagine 358, euro 17), fumettista dal 2009 passato al noir con la saga della brigata parigine anticrimine «Les Italiens. Nuovo il personaggio: Zora Bosdaves, già poliziotta a Vicenza ora detective privata e contitolare di un locale alla moda in una Torino ben diversa da quella di Fruttero e Lucentini e del satanismo da salotti. Per trovare il figlio scomparso di un industriale forse assassinato affronterà grovigli di vipere e sepolcri imbiancati.
Marco Bertoldi
Tra Jack Reacher e la detective Zora Bosdaves
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