«Un concentrato di ostinazione e cellulite stipati in una gonna tigrata o in una camicia zebrata...». Così appare la donna magistrato all'avvocato di una multinazionale petrolifera, convocato per un colloquio. I due si misurano e si apprezzano reciprocamente. Attacca e difende la donna, mentre dondola le gambe sotto il tavolo «perché malgrado i tacchi non toccava terra». Tacchi a stiletto e una capacità di accostare i colori più eclatanti e improbabili, suscitando impietosi pettegolezzi in ufficio e facendo imbestialire sua suocera. Questa è la dottoressa Imma Tataranni, l'irresistibile sostituto procuratore creato da Mariolina Venezia. Già aveva conquistato una schiera di appassionati nella sua prima avventura, «Come piante tra i sassi», giallo ambientato nella Lucania, bella, selvaggia e martoriata dalle nefandezze di politici e malavitosi. Sullo stesso scenario torna con una seconda avventura, portandosi appresso l'intera squadra di personaggi e comparse della Procura di Matera.
Imma è una «ragazza del Sud», che ha sgobbato sui banchi di scuola senza mai essere la prima della classe, che ha lavorato mentre preparava il concorso, che si è dovuta conquistare con i denti ogni passo nella vita. E ora la ritroviamo alle prese con le paturnie adolescenziale della figlia Valentina e con le stanchezze di mezza età del marito Pietro. Lei non lo cambierebbe con Alain Delon e tantomeno con George Clooney, ma questo non le impedisce di fare sogni inconfessabili con Calogiuri, appuntato dei carabinieri, andato a Roma per un corso da sottufficiale, tanto bello quanto timido e imbranato. E un pezzo più giovane di lei.
È tutta presa dalle sue cose, Imma. Al punto da mandare a quel paese l'avvenente ragazza che la avvicina per rivelarle uno scandalo che potrebbe mandare a monte la brillante carriera dell'on. Martelli, in corsa per diventare presidente della Regione, politico con fascino da scrittore fortunato...
E poi piove e la Lucania è tutta un pantano impraticabile. Quel cielo gonfio e nero sembra lo specchio di una terra alle prese con loschi affari mascherati di buone intenzioni. Trivelle che cercano petrolio, giacimenti di metano da sfruttare, caverne per ficcarci scorie radioattive... Imma, che in quel vespaio ci è già finita, teme che sia un tentativo di incastrala, quella confessione da parte d'una ragazza così disinvolta, così ingenua, così ben disposta.
Ma la ragazza, qualche giorno dopo, finirà in fondo ad un burrone. Suicida o assassinata? E perché?
Imma Tataranni indaga, si muove tra Roma e gli angoli più impervi della Basilicata, per trovarsi di fronte ad uno spaccato d'un paese frantumato. Studenti che sgobbano ma poi finiscono nel vuoto d'un futuro che non c'è. Ragazzi che vivono di espedienti pur di non arrendersi. Sogni di gloria tra Cinecittà e le comparsate in televisione per bellezze che accettano di vendersi a patto che la loro attività venga definita con un vocabolo straniero: escort non suona infamante. Giovani che non vogliono lasciare la loro terra e sperano in un riscatto tutto da inventare. Il tutto in un contesto dove la precarietà di un finto progresso convive accanto a fattucchiere e fatture d'una superstizione che resiste.
Alla fine sarà una storia di amicizie giovanili e amori finiti quasi trent'anni prima a portare Imma alla scoperta della verità. Vicende amare, che si pensavano sepolte, dimenticate, nel segno di opportunismi e furbizie. E che invece provocano tragici cortocircuiti. La figlia adolescente, la vittima e il suo mondo, i padri e le madri: tre generazioni vengono così, indirettamente, messe a confronto.
Ironica, sarcastica, ingenua, quasi naïf: la protagonista creata da Mariolina Venezia incarna davvero l'anima di un'Italia che spera arrivi finalmente una schiarita, dopo il maltempo.
Claudio Baroni
Maltempo sulla Lucania e su tutta l'Italia

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