Magic Bus, 25 anni sulla strada della musica

Importante traguardo per il negozio di dischi gestito da Gigi Vragnas e dalla moglie Luisa.

Borchie, giubbotti con le toppe (Iron Maiden, ma anche Metallica o i Motörhead di mr. Lemmy Kilmister), jeans stretti e - spesso - scarpe alte da basket. Metal nelle orecchie e un «approdo» preferito per acquistare vinili o cassette. Magic Bus, in vicolo Stazione. La casa per i rockettari «duri e puri» di Brescia e provincia.

Era il giugno di 25 anni fa quando Gigi Vragnas decise di scegliersi un’altro destino, aprendo un negozio di dischi. Siamo nel 2013, Gigi è ancora in prima linea. Ha cambiato sede (si è trasferito poco lontano, in via Corsica 5/7), ha sopportato le spallate della crisi mondiale della discografia, ha visto crescere i suoi clienti. Il «chiodo» lasciare il campo a camicia e cravatta, il motorino trasformarsi in «familiare». Ma senza tradire gli amici di sempre.

Per chi si affacciava al tramonto degli anni ’80 con il rock (quello senza compromessi) come passione, Magic Bus era «il negozio». I contenitori con gli lp, i poster alle pareti, quella particolarità di dividere lo spazio con il Magic Bus strumenti musicali, che si «accomodava» al piano di sotto. Sì, se non l’avete capito, questa è nostalgia...

«Ricordo molto di quel primo periodo - ammette Gigi, gloria rock locale in quanto bassista degli Alligatori, e non solo -: io, ci tengo a dirlo, ero verniciatore metalmeccanico alla Breda, ma amavo la musica anni ’70 e volevo farne un lavoro. All’inizio, in attesa di vedere come sarebbe andata, ho chiesto il part time, quindi l’aspettativa. Poi, mi sono licenziato. Mi aiutava mia moglie, che proprio in quegli anni aveva perso il suo lavoro di impiegata».

Trovato uno spazio per iniziare l’attività, Gigi spinge subito sul versante del rock. Ma le cose prendono, in qualche modo, una piega inaspettata. «Amavo il rock e il blues, ma la mia clientela mi ha spinto verso territori più heavy». Fino ad identificare il negozio come un vero Eldorado per la «metallari enterprise».

Ma c’è molto di più da raccontare, a cominciare dalla fase in cui Magic Bus divenne etichetta discografica. «In tutto pubblicammo tre album - ricorda Gigi -: il primo dei Maxx Dolls, band glam rock davvero che avrebbe meritato più fortuna, e i primi due dischi di Gae Manfredini, "Blizzard" e "First Step"».

Non pensiate sia finita: oltre alla Fa-Sol Musica - con i corsi e la scuola - impossibile non citare il Metal Explosion, «festival che abbiamo organizzato per quattro edizioni, due a Brescia due a Borgosatollo», oppure «il Magic Rock, concorso riservato ai gruppi metal nel quale proponevamo anche ospiti di livello nazionale». E le centinaia di show promossi da Gigi, compresa l’avventura della Sfinge, il metal pub cittadino.

Se aggiungete i «mitici» pullmann» allestiti per andare a vedere i concerti (dal Gods of Metal fino alle esibizioni di band come i Guns ’N’ Roses; a proposito, indovinate chi vendeva il biglietti per il loro concerto di Torino del 1992?) capirete perché Magic Bus è stato molto più che un luogo dove comperare dischi e, adesso, cd.

In quest’estate nella quale vuol festeggiare (andate in negozio a scoprire come) questi 25 anni, Gigi più che fare un bilancio ricorda «quanto sia cambiato il lavoro. A metà anni ’90, alle convention delle case discografiche, si compravano anche 500 "pezzi", oggi si arriva a 30. Però, nonostante tutto, sono ancora qui, a vedere i ragazzi appassionarsi alla musica che amo. A dispetto di grandi catene che avevano cercato di blandirmi e che non ci sono più».
Dal 1988 ad oggi il volume è rimasto al massimo: senza esitazioni, senza «accomodamenti». Questo si chiama rock ’n’ roll.
Rosario Rampulla

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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