Calore Mediterraneo con Fiorella Mannoia

Palabrescia esaurito venerdì sera per la «Rossa», sospesa tra Sud e vecchi successi. Scintillante duetto con Frankie Hi-Nrg.

 Il sole di Fiorella Mannoia scalda, ma non brucia. Il «Sud» è sì rotta propizia per i suoi fan, ma - per ora - è meglio navigare con in poppa il vento di altri autori, quelli che hanno reso Fiorella una della interpreti più amate della canzone italiana. Alla fine sono solo piccole nubi lungo il viaggio che la «Rossa» sta compiendo per promuovere «Sud», primo disco in cui l'artista appare come autrice.

Venerdì sera, ad attenderla, c'era un Palabrescia tutto esaurito, desideroso di osservare questo nuovo volto di Fiorella, che ha orientato la prua verso l'Africa, il Mediterraneo, dando un vestito nuovo (e più colorato) anche ai vecchi successi. Già l'incipit con «Treni a vapore» è un'ode al ritmo della Terra, prima che «Io non ho paura» riporti sui sentieri della canzone ortodossa. È solo una divagazione: Fiorella sente suo questo «Sud» in cui ha riversato energie, fede e fiducia. E allora eccola l'Africa tanto evocata, quella di «Se il diluvio scende» e «Dal tuo sentire al mio pensare».

La band (con archi, percussioni, strumenti etnici) gira alla grande, la sua voce non è da meno. Ma non tutti i brani riescono a decollare. Specie se li metti a confronto con «Sally», che fa guadagnare la prima ovazione della serata. Il pubblico sembra comunque affamato di questo nuovo corso dell'artista (come conferma proprio il coro di «Io non ho paura», cantato da tutto il Palabrescia), la quale si lascia andare a dei brevi monologhi - con qualche scivolone nel qualunquismo - sulla situazione dell'Italia di oggi («ma cosa gli hanno fatto quelli lì?», cioè i governanti del Paese), o sulle sensazioni di chi è migrante e prova a spiegare cosa si prova ad esserlo (col brano «Se solo mi guardassi»).

Mentre il palco esplode di colori sgargianti, Fiorella fa vibrare i cuori con «I dubbi dell'amore», ennesimo esempio di come voli decisamente più in alto se «prende in prestito» canzoni altrui. Oramai il pubblico è caldissimo, si scioglie in mille applausi per «In viaggio», intenso preludio al cambio d'abito e all'arrivo in scena dei ballerini del progetto Axè. Ritmi pulsanti, fianchi che si agitano: è l'ora di Frankie Hi-Nrg, per una tostissima versione di «Quelli che benpensano», forse il massimo brano hip hop italiano. Quindi, sotto con «Non è un film», duetto tratto sempre dall'album «Sud».

La «svolta etnica» firmata Mannoia dipinge con le tinte del mare «Via con me» di Paolo Conte, in versione alternativa, ma gustosa. Ma c'è ancora tutto un passato da onorare. In «Quello che le donne non dicono» teatro e Fiorella sono una voce sola, mentre «Il cielo d'Irlanda» è una botta di energia. I bis svelano un omaggio a Lucio Dalla, con una bella interpretazione di «Cara» in versione acustica, mentre alle spalle dei musicisti campeggia la scritta «Grazie Lucio». Ancora poco, lo spazio di un... «Buon Tempo» - di nuovo con Frankie Hi-Nrg - e la festa di Fiorella Mannoia, che pare voler abbracciare la platea, spegne luci e colori. Una festa che non ha scontentato nessuno, dinamica e verace. Ostinatamente orientata sempre più a «Sud», alla ricerca di calore umano e musicale. Quello che, da queste parti, è merce rarissima.
Rosario Rampulla

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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