Export al 70% di 32 milioni di bottiglie (quasi 10 milioni di Chiaretto), cantine vuote, già in corsa il Rosso e il Chiaretto 2012 con previsioni di restare senza vino subito dopo l'estate e vendemmia 2012 meglio di ogni timore della vigilia.
Poche zone vinicole quanto Bardolino possono vantare numeri del genere. Naturalmente anche la medaglia più lucida ha il suo rovescio e lo si scopre solo parlando con i produttori. «Non ci sentiamo ripagati dei nostri sforzi», dicono in coro quelli che dal coro si vogliono togliere per cercare un maggior livello di qualità.
I migliori riescono a spuntare un prezzo attorno ai 4 (ma c'è molto Bardolino a 2 sul mercato) e chi ha fissato un listino a ridosso dei 7 per una bottiglia di rosso della sponda veronese del Garda, come Giovanna Tantini (nella foto) dell'omonima cantina, si sente un po' voce isolata. Però spedisce fino in Australia.Va un po' meglio, sotto questo profilo, col Chiaretto spumante che è un po' la novità di questi anni. Se ne produce poco, con cautela, ma, spinto dal vento favorevole ai rosati, va. Cristina Fugatti dell'azienda agricola Roeno di Belluno Veronese, esce dalla cantina con il Chiaretto spumante a 7,50 euro e quasi non crede che le sue pur poche bottiglie vadano via tutte che è un piacere (anche per chi le beve).
Domenica scorsa, con una coda lunedì per gli operatori (una novità da ripetere), si è tenuto a Lazise Anteprima Bardolino che inalbera, come consuetudine, il plus di presentare l'ultimissima annata.
Vendemmia 2012 quindi, sia per il Bardolino Chiaretto (ed è normale) sia per il Rosso. La manifestazione è stata flagellata da due giorni di pioggia, ma il direttore del Consorzio Angelo Peretti ne è felice: meno gente, ma tutta interessata e produttori contenti. Gli anni scorsi, con il sole, le famigliole la facevano da padrone, ma con quelle non si staccano gli ordini.
Il presidente Giorgio Tommasi (che di recente ha assunto anche la guida del Custoza) parla di buon momento per i vini fruttati, immediati, beverini. Tiene a far notare che il Consorzio (più di mille soci, ma gli imbottigliatori sono poco più di cento) è ora «erga omnes» ed impone la fascetta di Stato.
Dietro c'è però un generale miglioramento tecnico, sia in vigna sia in cantina. Valga un esempio: ancora lo scorso anno il colore del Chiaretto era ondivago. Quest'anno i Chiaretti erano tutti brillanti, con colori perfetti e persino qualche cantina alla ricerca del francesissimo color pesca.
Del gran cambiamento nel mondo del vino ha fatto le spese anche un credo che sul lato veronese del Garda era ben fermo: fare un vino corretto, pulito, mai sorprendente. A noi è piaciuto di più scovare invece chi non ha paura di sorprendere. Di solito sono piccoli produttori come Silvio Piona che il Chiaretto lo fa tenendo per una notte i mosti in pressa. Se volete fiori bianchi ed una spezia lieve, scegliete il suo Chiaretto. Se vi piace invece vino molto personale (Enzo Vizzari lo definirebbe «con attributi») orientatevi su Le Fraghe di Matilde Poggi che vi offrirà un Chiaretto profumi di fragola matura e un finale di spezia dolce. Nel rosso troverete frutta matura e crosta di pane, senza paura dei tannini. Da assaggiare la fragolina di bosco del Chiaretto di Fulvio Benazzoli che non delude in bocca, come non sempre accade quando il profumo al naso è molto.
Di Giovanna Tantini ci è piaciuto più il rosso che il Chiaretto, ricco di frutta matura e di ribes e una persistenza lunghissima. La produttrice è l'unica che si è presentata con il 2011 perché, dice, il Bardolino, può vivere più di quanto si pensi. Anche il Bardolino di Vigne di San Pietro, che era del 2012, era un campione di botte. L'incredibile bouquet darà il meglio più avanti.
Se amate la biodiversità, pur bevendo bene sia pure un po' «alla vecchia», scoprite l'Enantio che ha avuto una mini rassegna pure a Lazise. Si tratta di uve di Lambrusca a foglia frastagliata figlie della vite selvatica e portate qui probabilmente dagli etruschi. Vinificato bene, l'Enantio offre un vino schietto, con una caratterizzazione forse un po' ruvida, che da il meglio dopo un lunghissimo affinamento. Abbiamo assaggiato un 2003 davvero grande.
Gianmichele Portieri



