A Palazzolo e Rovato le basi per importare tonnellate di cocaina

Una base operativa nel capannone di un’impresa edile di Palazzolo. E un’altra in una serie di garage di un complesso di palazzine di Rovato. È partita da Brescia la maxi inchiesta della Guardia di Finanza che, con cinque anni di indagini, intercettazioni, pedinamenti e accertamenti informatici, ha permesso di risalire la filiera dell’importazione in Italia di tonnellate di cocaina ed eroina, partendo dai grossisti e arrivando ai membri del clan albanese «Visi di Poja» e portando in manette anche il boss di Durazzo Elvis Doci.
L’indagine e i risultati
Dalle prime ore di ieri mattina Il Gico della Guardia di Finanza di Brescia, con la collaborazione dei colleghi della Scico nazionale, della Direzione Nazionale Antimafia e di diverse agenzie per la collaborazione internazionale di polizia, hanno eseguito 24 misure di custodia cautelare, 21 in carcere e tre agli arresti domiciliari, a carico di soggetti italiani e albanesi residenti principalmente nelle province di Brescia e Bergamo ma anche a Reggio Emilia, Pordenone, Lecce, Lecco e Torino oltre che in Francia, Svizzera e Olanda.
Nel corso dell’indagine, durata cinque anni, gli uomini del Goa di Brescia hanno accertato movimentazioni per oltre 1.300 chilogrammi di cocaina e hanno potuto ricostruire nel dettaglio la rete logistica che permetteva di far transitare senza intoppi grosse partite di cocaina dai porti dell’Olanda e poi caricarle su camion di autisti compiacenti che, grazie a doppifondi, le portavano a Brescia oppure eroina pura all’80% che viaggiava dall’Albania a Brescia nelle borse di insospettabili passeggeri di autobus di linea.
In particolare l’eroina, che viene venduta sulla strada in purezza che non supera il 15% per evitare overdose, a Brescia veniva tagliata con otto volte il suo peso di caffeina e paracetamolo prima di invadere le strade.
Il bilancio degli ultimi anni
Nel corso degli anni di indagine la Finanza ha effettuato arresti di riscontro solo nei confronti di corrieri e clienti, continuando, nell’ombra, a raccogliere elementi a sostegno delle accuse per trasportatori e trafficanti. Tra il 2020 e il 2022 sono stati sequestrati 95 chili di cocaina e 33 di eroina, sostanza pura, arrestate 10 persone e sequestrati 550mila euro in contanti.
Scrive il Gip Gaia Sorrentino: «Dall’attività di indagine è emerso che il gruppo illecito è organizzato in modo professionale, gestendo apprezzabilissimi quantitativi di stupefacente servendosi di un sistema di approvvigionamento e smercio assolutamente collaudato e profittevole. Essenziale per la proliferazione dell’attività è risultata la collaborazione attiva di una molteplicità di soggetti fedeli al promotore e organizzatore del gruppo».
Comunicazioni
Il gruppo comunicava attraverso sistemi criptati e per questo si sentiva al sicuro. Grazie però alle attività informatiche di esperti delle polizie olandesi e francesi, gli inquirenti sono riusciti a bucare i server dei servizi di messaggistica e ad avere accesso alle loro chat.
In questo modo si sono trovati davanti le conversazioni, spesso con foto, in cui venivano documentate le partenze e gli arrivi dei carichi e i soldi presi e consegnati.
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