Cronaca

Casa di cura «San Camillo»: è crisi finanziaria, ipotesi vendita

In via Turati, a Brescia, la struttura conta su 120 posti letto. Dal Gruppo San Donato «supporto valutando anche l’acquisizione»
La casa di cura «San Camillo» di Brescia © www.giornaledibrescia.it
La casa di cura «San Camillo» di Brescia © www.giornaledibrescia.it

L’Istituto religioso delle Figlie di San Camillo sarebbe in crisi economico-finanziaria al punto da valutare la vendita delle sue strutture. In tutto sono otto delle quale due si trovano in Lombardia: sono la Casa di cura «Figlie di San Camillo» di Cremona e la Casa di cura «San Camillo» di Brescia.

Otto strutture

Sulla questione vige grande riserbo: «In una videoconferenza convocata lo scorso 6 maggio ci è stato riferito che la situazione economica sarebbe "preoccupante" – spiega Tatiana Vezzini, segretario organizzativo Cisl Fp di Brescia –. Nessun dato è trapelato. Successivamente il procuratore che sta seguendo il caso ha incontrato i vertici nazionali dei sindacati annunciando loro che si sarebbe preso alcuni mesi per valutare i libri contabili e che avrebbe fornito loro informazioni più precise soltanto dopo l’estate. Siamo quindi tutti in attesa di saperne di più».

Intanto la preoccupazione si fa largo, soprattutto a Treviso, dove alle Figlie di San Camillo fa capo un ospedale: i sindacati, in questa fase di silenzio, hanno paventato lo stato di agitazione e, in parallelo, si sarebbero fatte avanti due cordate interessate all’acquisto.

In via Turati a Brescia

Da noi la Casa di cura di via Turati rappresenta uno storico punto di riferimento per la presenza di ambulatori specialistici, per i servizi di diagnostica per immagini ed endoscopia digestiva, per la riabilitazione e per tutta la serie di reparti che compongono la struttura. «Quella del San Camillo – conferma Vezzini – è una realtà storica, radicata, un fiore all’occhiello della città. L’incertezza sul futuro, legata anche all’assenza di notizie a riguardo, ci preoccupa non poco: temiamo per il servizio e soprattutto per i dipendenti. Fino a questo momento non c’è stata interruzione nell’erogazione degli stipendi. Vigileremo affinché tutti i posti vengano preservati».

Il gruppo San Donato

L’eventuale vendita della struttura con decine di posti letto accreditati ha già suscitato l’interesse di grandi realtà ospedaliere. Tra queste c’è il Gruppo San Donato che, come riferisce il dottor Nicola Bresciani, amministratore unico degli Istituti ospedalieri bresciani del Gruppo, «ha espresso la propria disponibilità a offrire un supporto concreto al gruppo ospedaliero Istituto Figlie di San Camillo, valutando anche una possibile acquisizione».

Ulteriori posti letto potrebbero far comodo anche alla Poliambulanza che ne ha 621 a fronte di un pronto soccorso che registra oltre 88mila accessi l’anno. La Fondazione, però, non conferma e non smentisce l’ipotetico interessamento.

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