In una sorta di stillicidio giornaliero, la Val Canè «rilascia» verso il fondovalle massi grossi e piccoli. Una «colata» che preoccupa molto il sindaco e gli abitanti di Vione, nonché i turisti.
Da tempo il Comune vionese segnala il dissesto presente lungo il versante destro della Val Canè, che negli ultimi giorni - anche a causa delle intense piogge - è andato peggiorando. Il primo maggio scorso il primo cittadino Mauro Testini, in seguito ad un sopralluogo della Protezione civile, ha nuovamente lanciato il grido d’allarme, vedendosi costretto a reiterare l’ordinanza che sospende la circolazione al traffico veicolare e pedonale sul tratto di strada comunale della Valle, dal bivio con via Scaletta al confine con Temù, sulle strade comunali di Sobra e della Segheria.
Negli ultimi giorni la situazione è andata peggiorando, con nuovi distacchi di materiale, al punto che Testini si è deciso a contattare Regione, Provincia, Comunità montana, ministero dell’Ambiente, Prefettura, Parco dello Stelvio, Associazione Comuni bresciani e Uncem per segnalare la situazione di pericolo.
A breve, grazie a un contributo straordinario del parco dello Stelvio, inizierà un primo lotto di posa di reti paramassi, ma si tratta solo di «un modesto tampone»; per risolvere il dissesto sarebbero necessarie palificate, protezioni paramassi e altre opere a tutela della zona sottostante, per circa 300mila euro.



