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Brescia e Hinterland

Stamina, un giudice impone Andolina al Civile


Brescia e Hinterland
5 giu 2014, 12:37

Un nuovo colpo di scena, una nuova sentenza che spariglia le carte e che arriva a soli due giorni dalla morte della piccola Rita, a un mese dalle proteste dei parenti dei malati e che cambia di nuovo lo scenario Stamina all’interno del Civile di Brescia.

L’ultima sentenza emessa da un giudice, in questo caso del Tribunale di Pesaro, ordina che sia il dottor Marino Andolina, braccio destro di Davide Vannoni, a riprendere le infusioni nell’ospedale cittadino. “Come ausiliario esperto – recita la sentenza – deve organizzare le attività di cura”.

Il vicepresidente di Stamina Foundation sarà a Brescia nel primo pomeriggio con un ufficiale giudiziario e alcuni parenti di pazienti di Stamina, per cercare di trovare medici del Civile disposti a riprendere le infusione.

Gli stessi medici – tuttavia -  che nelle ultime settimane si sono rifiutati di somministrare le cure perché indagati. Da qui la decisione del giudice marchigiano di imporre Andolina al Civile come commissario ad acta, l’unico disponibile  a praticare le infusioni.

“Prendiamo atto dell’ordinanza – ha commentato il direttore del Civile, Ezio Belleri – e attendiamo il dottor Andolina. Non possiamo però non esprimere la nostra perplessità per lo stato di confusione che da mesi registriamo attorno alla vicenda”. Ancor più duro l’assessore regionale alla sanità Mario Mantovani, che parla di incongruenze non più tollerabili, con la Procura di Torino che indaga su Stamina Foundation e iscrive nel registro degli indagati  medici e dirigenti da un lato, e i tribunali del lavoro di mezza Italia che impongono le infusioni dall’altro. Con il parere del Ministero sulla bontà o meno del metodo Vannoni che tarda ad arrivare da un parte e il Civile in balìa dei magistrati dell’altra.

 

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