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Brescia e Hinterland

IN EDICOLA CON IL GDB

Passeggiando per il centro in compagnia di nomi illustri


Brescia e Hinterland
16 mag 2018, 12:17

Brescia e i suoi tesori dall'alto - Foto Pietro Lazzarini (Zoom) © www.giornaledibrescia.it

La storia di Brescia è scritta anche sui suoi muri. Gasparo da Salò e Santa Maria Crocifissa di Rosa, Francesco Wührer e il Beato Giuseppe Tovini sono solo alcuni dei personaggi cui sono dedicate iscrizioni sparse in città, tracce di un passato in grado di restituire un pezzo della città che fu. La storica dell’arte Federica Novali ha voluto «censire» questi personaggi «illustri» disseminati tra vie e piazze, le cui storie sono ora raccolte in un volume. «Brescia Racconta» (Grafo edizioni) è il libro in edicola da oggi insieme al Giornale di Brescia (8,80 euro più il prezzo del quotidiano), una narrazione tramite immagini e parole delle targhe commemorative presenti nel centro storico, frutto di un lungo lavoro di ricerca.

«Le iscrizioni rientrano fra i beni da tutelare citati dall’apposito Codice eppure si tratta di un patrimonio ignorato dai più - si legge nell’introduzione al volume redatta della stessa Novali -. Ci parlano di fatti e personaggi di cui abbiamo perso la memoria e, ciò che è stato considerato così importante da essere inciso nella pietra, non assolve più alla sua funzione». Da qui la decisione di far rivivere i muri della città attraverso la carta stampata.

Sono 43 gli e le «illustri» presenti nell’opera, donne e uomini che si sono distinti a Brescia e fuori di essa. Non figurano invece patrioti e partigiani, individui ai quali la storica dell’arte si augura «di poter dedicare un successivo volume». In «Brescia Racconta» Nicolò Tartaglia e Agostino Gallo, Beata Margherita Martinengo da Barco e i fratelli Porcellaga ci parlano grazie al testo dell’iscrizione, riportato per intero e commentato per contestualizzare il protagonista, e all’immagine del luogo scelto per la loro perenne memoria.

La narrazione non segue un criterio topografico ma l’ordine alfabetico. Adesso non resta che perdersi nella Brescia che fu e nei suoi attori, alla ricerca del passato e, forse, anche di un pezzo di futuro.

 

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