DESENZANO Voce ferma, sicura di sé, spavalda mai arrogante. Bastano poche parole filtrate al telefono per realizzare un primo frame di Lamont Marcel Jacobs, per tutti Marcel, da Desenzano il fenomeno italo-americano del salto in lungo, nuovo primatista Junior con il 7,75 saltato agli indoor di Ancona a febbraio. Partiamo dal principio. Sei nato a El Paso, il tuo sangue è per metà texano. Come sei arrivato sul Garda?
"Sono arrivato in Italia che avevo tre anni. Prima a Castiglione, poi a Desenzano. Lì ho iniziato a praticare sport, giocavo a calcio".
Dal calcio all'atletica, capita più spesso il contrario
. "Il merito è di Adriano Bertazzi, il mio allenatore di calcio; siccome il mio punto di forza era la velocità, fu sua l'idea di farmi provare l'atletica. Adriano fu bravo a trasmettermi la passione per questo sport attraverso il gioco ed il divertimento". Veniamo ora a quel giorno. Pronti via ed eguagli Andrew Howe. Poi il 7,75. Il tuo personale stava a 46 centimetri di distanza e quella era la tua prima gara dell'anno
"Devo essere sincero, mi aspettavo un miglioramento, ma non un exploit del genere. Io in realtà ero ad Ancona più per i 60 metri piani, che si sarebbero corsi il giorno dopo. Sono stato motivato fin da subito dal fatto che i miei avversari erano partiti fortissimo. Ero preoccupato, ma fortunatamente già al primo salto sono schizzato davanti (7,63, come Howe). Poi la gara è filata liscia. All'ultimo salto ero già sicuro della vittoria, quindi mi sono caricato, ho chiesto l'aiuto del pubblico (non l'avevo mai fatto!) e ho buttato fuori tutto. Sono atterrato malissimo, di schiena, e non sapevo di aver fatto il record, ma ero felice. Poi però non sono riuscito a godermi il momento: sono stato accerchiato da tante persone, ore all'antidoping
"
Il 7,74 di Roberto Veglia resisteva dal 1976, era il record Under20 più longevo. Da un giorno all'altro sei diventato famoso e su di te la Federazione riserva ora grosse aspettative. Come hai preso questo salto adrenalinico?
"Chi mi conosce lo sa: sono molto umile e capisco bene che questi risultati sono solo un buon inizio. I conti si faranno più avanti. Il mio obiettivo sono i Mondiali Assoluti e una medaglia alle Olimpiadi".
La Virtus Lucca e Gianni Lombardi, il tuo allenatore, puntano molto su un nuovo metodo di allenamento
"Sì, si chiama nordic walking, si utilizzano dei bastoncini che però non servono per l'appoggio, ma per la spinta. Io non ho mai fatto pesi, con quelli ottieni risultati immediati, ma sei a rischio infortuni. Perciò ora mi chiedo: se ho fatto 7,75 senza lavoro coi pesi, senza una preparazione mirata, atterrando malissimo
quando comincerò ad utilizzarli e a studiare bene la disciplina, dove potrò arrivare?"



