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Brescia e Hinterland

PROSPETTIVA

Il rettore alla Poli: «Ma non lascio il Civile»


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9 nov 2018, 11:50
Maurizio Tira - Foto © www.giornaledibrescia.it

Maurizio Tira - Foto © www.giornaledibrescia.it

Nessuna intenzione di lasciare l’Ospedale Civile, con il quale l’Università Statale convive ancora prima della sua nascita bresciana, nel 1982. Lo ha ribadito chiaramente il rettore Maurizio Tira, sgrombrando il terreno da «eventuali speculazioni» in merito all’incontro che mercoledì prossimo avrà in Rettorato con i vertici della Poliambulanza.

In particolare, con il neodirettore generale Alessandro Triboldi. L’intenzione di «ampliare gli orizzonti» il magnifico l’aveva espressa lunedì scorso, nell’incontro che a Medicina ha visto sedere allo stesso tavolo più attori per parlare della riforma sanitaria regionale presente l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

«Dobbiamo incontrarci, per coordinare le eccellenze. Lo dobbiamo fare, non per parlare della sanità del presente, ma di quella del futuro. Non vogliamo lasciare l’Ospedale Civile, sia chiaro. Ma vogliamo confrontarci per evolvere, per far sì che le eccellenze vengano valorizzate e coordinate, nell’interesse di tutti». Per questo, il professor Tira si auspica che anche il futuro Piano organizzativo aziendale del Civile «sia flessibile affinché si riconoscano le competenze, al di là dell’appartenenza ospedaliera o universitaria di questa o quella personalità.

La sfida è imprescindibile, altrimenti non potremo aspirare ad una sanità del futuro in cui la ricerca traslazionale avrà sempre più un ruolo di primo piano così come la genetica». Alessandro Triboldi è disponibile al dialogo, «per ribadire le collaborazioni che abbiamo già attive con la Statale, nel rispetto di eccellenze che le sono proprie». Ed aggiunge: «Mercoledì prossimo sarà una visita di cortesia, in cui ribadiremo che il nostro rapporto stretto con la Cattolica non ci impedisce di verificare nuovi spazi di collaborazione anche con l’Università Statale di Brescia. Sul fronte dei medici in formazione, con la quale già collaboriamo. Oppure su ambiti come la Nefrologia, l’Ematologia o l’Otorinolaringoiatria, per citarne alcune, per le quali riconosciamo le loro eccellenze. E su altri settori, cercheremo di aprire nuovi spazi di intesa».

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