Brescia e Hinterland

Gambara - Il calcio femminile e il Gambara

Al “Gambara” le ragazze giocano a calcio più dei ragazzi. Non ci credete? Ebbene sì! A tal proposito abbiamo realizzato una serie d’interviste da cui è emerso che vi è un’alta concentrazione di calciatrici, in particolar modo nella classe II C del Liceo delle Scienze Umane. Le “campionesse” in questione hanno tradotto in realtà i loro sogni, creando di loro spontanea iniziativa la squadra di cui sono membri dall’ottobre 2011.
  

Ad esempio, ecco a voi l’esperienza di Miriam, appartenente all’“Audax Virle” femminile nel ruolo di “punta”.
Da quando e cosa è nata la tua passione per il calcio?
La passione per il calcio mi accompagna sin da piccola. Essa si è consolidata vedendo giocare i miei amici e guardando il film “Sognando Beckham”, il quale insegna che anche le ragazze possono praticare questo sport.
In che modo ti giudicano i ragazzi tuoi coetanei?
Può capitare che i ragazzi mi prendano in giro, ma sono sempre pronti a consigliare il “tiro” e le tecniche di gioco. Inoltre, i miei amici hanno supportato le mie compagne e me per la formazione della nostra squadra, mostrando interesse per i nostri progetti. Ulteriore giocatrice del medesimo gruppo calcistico, nel ruolo di “difensore centrale”, è Francesca, compagna di classe di Miriam.
Avete incontrato difficoltà nel dare vita all’“Audax Virle” femminile?
Grandi problemi non ne abbiamo avuti, ma le uniche difficoltà sono state: trovare l’allenatore e ottenere il sostegno della gente.

Per di più, abbiamo scoperto che nell’istituto superiore in questione è presente, sempre nella II C, l’unico arbitro calcistico “femmina” della categoria allievi (15-16 anni). Elisa, questo è il nome della studentessa, ha risposto ad alcune domande che le abbiamo posto.
Qual è stato il tuo percorso per svolgere tale professione?
Dopo aver partecipato al corso di preparazione durato tre mesi circa, nel dicembre 2010 ho sostenuto un esame scritto ed orale e il 13 marzo 2011 sono scesa in campo per la prima volta. Durante le prime tre partite sono stata seguita da un tutor, ma ora arbitro autonomamente la categoria allievi.
Elisa, quali emozioni ti trasmette l’attività che pratichi?
Questa passione mi trasmette numerose emozioni. Infatti, all’inizio di ogni partita, provo costantemente tensione e grande adrenalina che si concretizzano in voglia di mostrare le mie capacità e ciò che valgo. Naturalmente, momenti di grande gioia si alternano a istanti tristi ed amari in cui si è consapevoli di non aver dato il meglio di sé.
   
Dalle interviste sopra riportate possiamo, perciò, trarre la seguente conclusione: il calcio non è uno sport esclusivamente maschile come, del resto, erroneamente la maggior parte della popolazione ritiene, ma esso viene praticato ed è fonte d’intense emozioni e passioni per molte ragazze, in particolare nella nostra scuola.

GRUPPO: Cecilia Comin, Martina Pelizzari, Marika Rossetti della classe 4 U umanistico del Liceo Statale “Veronica Gambara” di Brescia.
 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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