A quanto si ricava da numerosi quotidiani diffusi a livello locale, tra i quali il “Giornale di Brescia”, ammontano già a quattro i casi più recenti di arresto per spaccio di droga nel territorio bresciano. Infatti, un immigrato con permesso di soggiorno scaduto, un trentatreenne di origini egiziane e due nostri concittadini di trentaquattro anni sono in stato di fermo per detenzione e commercio illegale di sostanze stupefacenti.
Dagli episodi sopraccitati può, quindi, essere interessante capire cosa pensi il mondo giovanile sulla tematica della droga e, proprio per questo motivo, abbiamo chiesto ad alcuni coetanei, studenti del liceo, di rispondere alle nostre domande.
Ecco le riflessioni di Stefano della classe IV U umanistico:
• Perché, secondo te, i giovani approdano all’ultima “spiaggia” della droga?
A mio parere, le motivazioni principali che spingono all’utilizzo di sostanze stupefacenti sono numerose. Una volta coincidevano con un disagio interiore, ora invece, le persone sentono la necessità di trasgredire ed uscire dagli schemi convenzionali, non solo per sentirsi “libere”, ma anche per conformarsi al “gruppo” di appartenenza.
• Credi che la società informi adeguatamente i ragazzi riguardo i rischi e le conseguenze dovute al consumo di tali sostanze?
Ritengo che i giovani siano resi coscienti parzialmente circa gli effetti dannosi che provengono dall’utilizzo di droghe; precisamente, le loro conoscenze, però, derivano non tanto dai mass-media, quanto da alcune associazioni specifiche e da riviste di divulgazione scientifica.
Abbiamo, poi, intervistato Cecilia, ragazza che frequenta la medesima classe, e la studentessa ha risposto nel seguente modo:
• Secondo te, cosa significherebbe vivere “la prigionia della droga”?
Penso che vivere in stato di dipendenza da sostanze esterne al corpo sia deleterio per la persona, non solo dal punto di vista interiore e fisico, ma anche sotto un aspetto relazionale. Infatti, il soggetto capisce di non essere più autonomo e tende a chiudersi in se stesso, preoccupandosi esclusivamente delle sue necessità da tossicodipendente.
• Dal tuo punto di vista, è possibile risolvere, allora, tale problema? Se sì, come?
Dopo essersi reso conto di essere dipendente dalla droga, il soggetto dovrebbe sottoporsi ad adeguati interventi di recupero, nonché a terapie che hanno luogo all’interno di strutture specializzate. Ritengo, allora, che con la dovuta partecipazione ed impegno da parte della persona sia più che possibile uscire dall’interminabile “tunnel” della droga.
Ovviamente, queste sono soltanto considerazioni teoriche, riflessioni di giovani esterni al problema della droga, ma giovani che, nel contempo, risultano, comunque, inseriti in un contesto sociale generale ormai da molti anni “degradato” dall’uso di sostanze stupefacenti.
Secondo noi, in conclusione, vi un’unica speranza per un futuro migliore, speranza che potrebbe coincidere con il potenziamento dell’informazione, con un’educazione adeguata e, forse, con la frequentazione di gruppi di amici responsabili e attenti.
Gruppo: Cecilia Comin, Martina Pelizzari, Silene Romano, Marika Rossetti e Stefano Sbalzer del Liceo Statale “Veronica Gambara”, classe IV U.
Gambara - Droga a Brescia
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