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Brescia e Hinterland

Fabio Volo: «Brescia nel cuore, mi ha salvato»


Brescia e Hinterland
9 ott 2014, 12:24

È passato un anno da quando ha pubblicato «La strada verso casa», il suo settimo romanzo, e Fabio Volo è tuttora «in cammino». Quello di ieri sera, all’auditorium San Barnaba, dove è intervenuto per la Fiera del libro «Librixia», è stato un ritorno nella sua Brescia.

Fabio Bonetti, in arte Volo, dal titolo della sua prima canzone (scritta per una casa discografica locale), è «diventato grande»: è papà da dieci mesi di Sebastian e convive con la sua compagna. «Non avrei mai immaginato che potesse succedere. Negli ultimi due anni sono cambiato più che negli ultimi venti» commenta. Ma la verve del conduttore e attore bresciano è sempre la stessa. E lì, su un palco arredato con libri e poltroncine di cartone, davanti ad una platea affollatissima e desiderosa di porgli le più disparate domande, l’atmosfera si «riscalda» ed eccolo snocciolare una battuta quasi dopo l’altra, mista a qualche perla di reale saggezza.

«Mi ero preso qualche giorno di vacanza, giusto perché se mi chiamavano per il Nobel… Ed eccomi qui, a raccontarvi come ho iniziato. Sono un grande lettore e, come tutti coloro che amano leggere e sono anche presuntuosi, ho creduto ad un certo punto di poter raccontare a mia volta i miei sentimenti e ciò che ho vissuto». Fabio si è cimentato anche con la scrittura al femminile «in prima persona» nel penultimo romanzo, «Le prime luci del mattino». «Credo - dice - che la sensibilità femminile appartenga a tutti gli uomini, dipende se la si coltiva, io ho cercato di farlo, l’ho coltivata un po’ come il talento».

Bonetti parla volentieri della sua città che «ho nel cuore»: bresciano è e bresciano resta, e - sottolinea - quella «concretezza» che è tipica della nostra gente «in fondo mi ha salvato». «Quando cominci ad andare nelle grandi città, come quando sono andato le prime volte a Milano, dapprima ti senti inadeguato, e credo proprio siano stati la sincerità e i miei modi schietti ad aiutarmi. Più avanti sono stato anche a Los Angeles e New York, città in cui è facile farsi abbagliare, ma non quando hai delle radici sane. Io risento ancora gli odori, l’armonia, il senso di protezione che c’era nella mia famiglia. E soprattutto il senso del rispetto per ciò che ciascuno di noi era».

A quando il prossimo libro? «Sto iniziando a scrivere qualcosa, ma non ho ancora un’idea precisa. Mi piacerebbe molto scrivere un film». Intanto, la prossima primavera, uscirà al cinema «La grande seduzione» di cui è protagonista con Silvio Orlando, remake dell’omonima pellicola canadese di qualche anno fa.

 

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