Ma la notte …No
Il decreto “salva italia” toglie il sonno e il riposo.
Tutti i negozi, bar e ristoranti possono, dal 2 gennaio, secondo il provvedimento contenuto nella legge 111/2011, rimanere aperti senza limitazioni di orario e senza vincoli per la chiusura domenicale o festiva. Questo vale per i piccoli negozi e i grandi centri commerciali in tutti i comuni d’ Italia per 365 giorni l’anno. Il direttore di Confesercenti, Alessio Merigo e il presidente Ascom, Carlo Massoletti sono fermamente contrari a questo decreto perché il nostro paese offre già orari flessibili con 13 ore consentite al giorno. Non meno importante sarà la questione dell’ordine pubblico e il conseguente rispetto delle regole fondamentali del vivere civile. Le amministrazioni comunali saranno quindi costrette ad applicare regolamenti ed ordinanze per garantirli.
Secondo uno studio su marketing e servizi della Bocconi, le liberalizzazioni rappresentano un’opportunità per il Paese infatti con le sole aperture domenicali il PIL aumenterebbe dello 0,25%. Ma quanto ci costerà? Aumenteranno senz’altro i consumi di luce, acqua, gas, benzina con conseguente aumento delle sostanze tossiche che a Brescia hanno già un notevole livello di guardia; cresceranno le spese ,soprattutto per i negozi più piccoli, perché si dovrà cercare nuovo personale per sostenere la concorrenza. Bisognerà affrontare il problema sicurezza e controlli, prolungando per esempio l’attività del “vigile di quartiere” figura appena nata e già con problemi di carenza di organico.
Facendo un’analisi più ampia e considerando che l’Italia è un paese che sta invecchiando, mentre i giovani tra i 15 e 24 anni senza lavoro sono circa il 32%, chi potrà godere di queste aperture notturne?
Brescia non ha bisogno di questo! Se davvero si realizzerà, tutti i giorni e i periodi dell’anno saranno uguali e che fine farà la poesia del periodo natalizio o le suggestive ed apprezzate notti bianche o rosa che tanto successo hanno riscosso?
Elisa Copeta 4° C liceo CALINI
Tratto da GdB del 7/04/12 “La serranda non ha più l’orologio” pag.12
Calini - Ma la notte no
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