Brescia e Hinterland

Calini - Ciao Moro

E’ morto Pier Mario Morosini, il giovane giocatore del Pescara Calcio che nel pomeriggio di sabato 14 Aprile è stato stroncato in campo da un infarto durante la partita con il Livorno.
Aveva solo 25 anni lo sportivo che si è accasciato al suolo sotto gli occhi sbigottiti di colleghi e spettatori, attoniti per quanto stava accadendo.
Le immagini delle tv hanno ripreso ogni singolo istante di quei terribili momenti, durante i quali, per ben due volte, Morosini perde il controllo per poi crollare a terra e non rialzarsi più.

Centinaia di migliaia di telespettatori hanno sperato da casa che medici e paramedici potessero salvare il giovane calciatore, al quale è stato impiantato anche un pacemaker al fine di “riaccendere” il suo cuore.

Immagini scioccanti e prive di commento che hanno fatto scendere il gelo sul campo.
Amici in lacrime ed increduli si sono stretti attorno a lui e nei giorni scorsi gli spazi nelle vicinanze dell’obitorio di Pescara, erano gremiti di amici, parenti e tifosi, tutti stretti nel dolore per la scomparsa del giovane sportivo.

Il giovane Morosini lascia così la sua famiglia, o meglio sua sorella. La vita di questa giovane promessa del calcio è, infatti, costellata da continue sofferenze: a quindici anni perde la madre e due anni dopo il padre; nel 2002 si toglie la vita il fratello disabile, e Pier Mario rimane solo con la sorella, anch’ella disabile.

Ora le società di Livorno, Udinese e Atalanta, dove il calciatore aveva militato, hanno annunciato il proprio impegno a sostenere la ragazza, Maria Carla Morosini, così come avrebbe fatto Pier Mario se la sua esistenza non fosse stata tragicamente stroncata.
La morte del giovane sportivo fa notare due grandi difetti dell’Italia: innanzitutto conferma la famosa frase di John Lennon “tutti ti amano quando sei due metri sotto terra”. Pochi, infatti, conoscevano questo ragazzo, eppure nel giro di poche ore dalla morte tutti parlavano esclusivamente di ciò. In pochi minuti la sua pagina di facebook è stata una delle più cliccate, passando dai 1000 fans originari ai 33 mila e passa “fans” di oggi. Ma si sa l’ipocrisia in Italia fa da padrona.

Inoltre, sembra che l’autoambulanza del Pronto Intervento sia stata bloccata all’entrata del campo da una vettura dei vigili urbani posteggiata in modo improprio. Nessuna ipotesi, forse non si sarebbe salvato anche senza quest’inconveniente. Non sarebbe molto probabilmente cambiato niente, ma una vettura di chi deve far rispettare le regole e dare come minimo un esempio ai cittadini parcheggiata in divieto di sosta è il simbolo del nostro Paese. Ogni riferimento alla Classe Politica e Dirigente è fortemente voluto.
Enrico De Filippi
 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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