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L'indagine

Morì in cantiere a 21 anni, sotto accusa i datori di lavoro


Bassa
4 mar 2016, 07:08
MORTO IN CANTIERE, INDAGATI DATORI DI LAVORO

Quell'operaio precipitato da un ponteggio alto dieci metri sarebbe morto per negligenza, imprudenza e imperizia dei suoi datori di lavoro. 

Lo scrive il sostituto procuratore di Milano Maura Ripamonti nell'avviso di conclusione indagine sulla morte di Klodian Elezi, 21enne di origini albanesi, residente da sempre a Chiari con la famiglia, morto l'11 aprile di un anno fa nel cantiere della tangenziale est esterna di Milano. 

 

Venne colpito in testa da una trave di legno e cadde nel vuoto perché mancavano protezioni. Morì prima ancora dell'arrivo dei soccorsi. 

Nel registro degli indagati per omicidio colposo in concorso sono così stati iscritti l'amministratore unico della Iron Master srl, società bresciana che operava nel cantiere in qualità di subappaltatrice dell'impresa affidataria, la bresciana Vezzola spa, il datore di lavoro diretto del 21enne morto, il direttore tecnico del cantiere e il responsabile delle attività interne all'area di lavoro. 

Coinvolte poi anche le due società Iron Master srl e Vezzola spa per illecito amministrativo. 

«Entrambe - scrive il pm - avrebbero tratto vantaggio, e risparmiato denaro, non mettendo a disposizione dei lavoratori gli idonei mezzi di protezione». 

Gli operai, anche la vittima Klodian Eleiz, sarebbero poi entrati nel cantiere senza alcun corso di formazione alle spalle. 

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