Lavorare il marmo era la sua grande passione e lui, a soli 22 anni, era già un artista nel creare sculture in pietra. Stefano Consoli, schivo e riservato, passava ore e ore nel suo capannone di Torbole Casaglia. È morto venerdì pomeriggio schiacciato tra due grosse lastre di marmo. Un tremendo incidente sul lavoro, proprio quel lavoro che lui amava tanto e che aveva nel sangue.
La salma del ragazzo riposa ora nella camera ardente allestita nella casa di famiglia in via Redipuglia a Castel Mella. Sabato e domenica per tutto il giorno moltissime persone - parenti, amici e conoscenti - sono passate a «salutare» Stefano e a dimostrare la propria vicinanza alla famiglia Consoli. Un forte abbraccio della comunità per mamma Cristina, papà Renato e per la sorella Francesca.
Dolore, disperazione e incredulità. Quella di Stefano è una grande famiglia molto conosciuta in paese: il nonno Giovanni ha fondato l’impresa edile passata ora nelle mani dei figli Renato, Flavio e Osvaldo: papà e zii di Stefano. Una passione che aveva ereditato anche il 22enne: dopo la scuola edile era andato subito a lavorare nei cantieri. Ma il suo sogno era mettersi in proprio, anche per dare sfogo la sua spiccata vena artistica.
Da circa un anno, aiutato da papà Renato, aveva aperto la sua attività, la «Consoli marmi» di Torbole Casaglia. Era di supporto e aiuto alla professione del padre, ma non solo.
Sul suo profilo Facebook si possono vedere alcuni dei suoi lavori: oltre a piastrelle, fontane e lavandini, anche un grande cappello da alpino, una meridiana e una bellissima farfalla.
Venerdì pomeriggio Stefano, mentre come ogni giorno era al lavoro nel suo capannone di via Artigianato, è rimasto vittima di un incidente. Stava visionando due lastre di marmo da circa 250 chilogrammi ciascuna, poi (almeno secondo le prime ricostruzioni) qualcosa è andato storto e il 22enne è rimasto incastrato tra un blocco e l’altro. È stato trovato dallo zio che ha subito chiamato il 118.
Sul posto è poi accorsa l’eliambulanza dell’ospedale Civile di Brescia. Ma purtroppo era già troppo tardi: gravissime le ferite riportare dal giovane. Quando verso le 16.30 sono arrivati i soccorsi, il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso del ragazzo. Sul posto anche i carabinieri della compagnia di Chiari coordinati dal capitano Egidio Lardo. Sulla dinamica dell’accaduto ci sono purtroppo pochi dubbi.
La salma del giovane è tornata a casa venerdì sera. Stefano era un grandissimo lavoratore, i vicini lo confermano: «Partiva prestissimo e passava ore e ore nel suo capannone». E poi il grande attaccamento alla mamma, al papà, alla sorella, ma anche agli zii e ai cugini che vivono nella stessa via. Dalla famiglia oltre al senso del dovere, all’amore per il proprio lavoro, Stefano aveva ereditato anche la grande riservatezza, l’essere di poche parole.
Il funerale sarà celebrato lunedì alle 15 nel Santuario della Madonnina del Boschetto a Onzato, frazione di Castel Mella.
Corrado Consolandi



