Nel cuore della Terra, tra laghi misteriosi e spettacolari concrezioni, Luca Pedrali e Nadia Bocchi hanno raggiunto un nuovo record. Marito e moglie, i due speleosub di casa a Castelcovati si sono spinti in quella che, grazie alla loro esplorazione, può essere considerata la grotta più profonda della Puglia: l’Abisso Rotolo.
La missione, l’ultima di un lunghissimo elenco, risale alla fine di aprile. I due - lui imprenditore edile, lei biologa - si sono addentrati nella grotta tra Monopoli e Alberobello con l’aiuto del Gruppo archeologico speleologico pugliese. Prima di loro nessuno si era spinto oltre i 264 metri di profondità. Luca invece ha portato il record a quota -312 metri: «Mi sono immerso in un pozzo - racconta il 47enne originario di Chiari - del diametro di 15x15 metri e ho percorso 48 metri in verticale. Mia moglie Nadia mi ha seguito per una quindicina di metri, poi ha esplorato due ramificazioni laterali». Un mondo meraviglioso si nasconde da quelle parti: «Sulle pareti di questo pozzo, un grande lago sotterraneo - prosegue -, sono ben visibili le concrezioni formate dall’acqua quando la grotta, tantissimi anni fa, non era allagata».
Per realizzare questo sogno è servito l’aiuto di numerose persone: «Abbiamo portato sul fondo - spiega Luca che come la moglie Nadia fa parte del Gruppo speleologico del Cai Montorfano - oltre tre quintali di attrezzature. In profondità abbiamo costruito una piattaforma speciale. Con noi c’erano colleghi provenienti da tutta Italia. L’esplorazione è durata quattro giorni. Ogni giorno abbiamo trascorso sotto terra dalle 12 alle 14 ore. La temperatura era di 15° C, mentre nelle nostre grotte si aggira attorno ai 6-7°C». Soddisfatti i coniugi Pedrali: «È stata un’esperienza incredibile che rende l’Abisso Rotolo il più profondo della Puglia. Il record precedente (303 metri) spettava a una grotta nel Gargano. Non vediamo l’ora di tornare in Puglia. Il prossimo anno ci piacerebbe proseguire l’esplorazione».
Nel frattempo i due - con la collaborazione dell’Asb (Associazione speleologica bresciana) - ogni fine settimana si addentrano nelle viscere del Gugliemo, in particolare alla scoperta della «Tuera della Madunina» (Pisogne). Entrambi affascinati dai segreti della Terra.
Barbara Bertocchi



