Minacce, con cartelli e striscioni davanti a casa sua e nella casella di posta elettronica, sono state fatte al segretario di Federfauna, Massimiliano Filippi, a suo dire in relazione
all’esposto e all’intenzione di costituirsi parte civile dopo l’assalto da parte di animalisti dell’allevamento Green Hill di Montichiari, conclusosi con l’arresto in flagranza di reato di 12 attivisti.
La decisione, «maturata anche in seguito ai ripetuti episodi di violenza e danneggiamento subiti da numerosi altri allevatori, che spesso hanno portato alla morte degli animali oltre che al danno economico per oneste famiglie di lavoratori», era stata annunciata attraverso un comunicato stampa a firma di Filippi. Il giorno dopo Filippi «ha trovato cartelli e striscioni che inneggiano alla liberazione animale, a liberi i beagle e i loro eroi, in gabbia Federfauna, Garattini e i vivisettorì, attaccati non ai muri della sede di Federfauna, ma alla staccionata che delimita la strada d’accesso di casa sua. La sua casella di posta elettronica, intasata di messaggi offensivi ed intimidatori».
«Non è detto che gli autori di tali gesti siano gli stessi che hanno agito a Montichiari - ha commentato Filippi - ma sono comunque accomunati da un’ideologia pericolosa e che spaventa. Molti colleghi, anche rappresentanti delle Categorie, preferiscono tacere perchè hanno paura delle ritorsioni. Credo sia tutt’altro che un azzardo
parlare di terrorismo».
Green Hill, minacce al segretario di Federfauna
Massimiliano Filippi aveva dichiarato l’intenzione di costituirsi parte civile dopo l’assalto all’allevamento di Montichiari
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