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L'insilato di mais è la biomassa più «energetica»

Verona.

VERONA
Un ruolo di primo piano per produrre biogas lo giocano le biomasse. Se ne è parlato nei giorni scorsi al convegno «Biogas, gli strumenti per decidere se l'investimento conviene», organizzato dall'Informatore Agrario a Veronafiere in occasione di Solarexpo.
Oltre alle «energy crops» (colture energetiche - insilato di mais, di sorgo e di triticale), infatti, il progetto Probitec, sviluppato da Ersaf e dall'Università di Milano e finanziato dalla Regione Lombardia dg Agricoltura, ha analizzato grazie a una piattaforma di laboratorio di nuova concezione, tra luglio 2007 e l'autunno del 2009, materie con diverso potenziale metanigeno.
In base a questi rilievi è risultato che tra le colture energetiche la biomassa con maggiore potenziale energetico è l'insilato di mais che sviluppa circa il 60% di metano.
Tra le biomasse di scarto, ottime potenzialità si registrano con riso verde e rottura di riso, tra gli scarti di trasformazione si distinguono le polpe di bietola suppressate e il triplo concentrato di pomodoro. I reflui di allevamento più interessanti sono costituiti dalla pollina con il 57% di sviluppo di metano. Varie sperimentazioni sono state inoltre effettuate con diverse ricette: una miscela di liquame bovino e di vinacce, una con liquame bovino e sorgo da biomassa e liquame da bovino e silo mais. I risultati più soddisfacenti hanno riguardato quest'ultimo caso in cui la produzione in sette settimane di monitoraggio è arrivata da un minimo di 1.018 a un massimo di 1.377 Nm³/tsv/d rispetto ai 414 massimi raggiunti nel primo caso.
Il progetto Probitec, grazie all'impiego di un olfattometro dinamico, ha inoltre valutato l'emissione di odori dai digestati in base alle diverse biomasse impiegate le valutazioni hanno permesso di chiarire che a seconda delle matrici impiegate l'abbattimento di odore conseguente alla stabilizzazione della sostanza organica operata dalla digestione anaerobica varia da un minimo del 43% a un massimo del 93%.
Tra le nuove opportunità individuate è stata segnalata la codigestrione con biomasse vegetali prodotte allo scopo oppure con sottoprodotti dell'industria agroalimentare.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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